Europeade, la denuncia dell'assessore: "I bar hanno aumentato i prezzi"

PADOVA. “I soliti italiani”. Hanno scosso il capo prima di lasciar Padova, la città che li ha accolti per i cinque giorni dell'Europeade. L'esercito del folk ieri mattina ha detto addio alle cupole del Santo con un po' di amarezza. Un unico neo infatti (che con il passaparola però rischia di trasformarsi in una sonora patacca) ha macchiato il soggiorno degli artisti folk: più di qualcuno si è accorto (alcuni abiti potevano sembrar sopra le righe, ma ad indossarli non erano di certo dei babbei) che alcuni bar del centro hanno ritoccato al rialzo i prezzi non solo da un giorno all'altro, ma addirittura dal mattino alla sera.
Scontrini alla mano, si sono presentati agli organizzatori dell'Europeade, battendo i pugni sul tavolo per essere stati presi per il naso, per di più in un modo nemmeno tanto sottile. Un esempio? Misteri dell'acqua tonica: alle 10 del mattino costava poco più di tre euro, al calar delle tenebre sette. Stessa musica per birre e succhi di frutta. L'assessore al Turismo Marta Dalla Vecchia, madrina dell'evento, ha segnato tutto su di un taccuino prima di far scattare un'ispezione dei vigili urbani nei locali dal “listino elastico”.
La protesta del folk. Le segnalazioni sono giunte alla spicciolata al consigliere comunale delegato all'Europeade, Cristina Toso, e a Marta Dalla Vecchia. «Abbiamo raccolto le proteste di artisti che lamentavano importanti variazioni di prezzo», spiega l'assessore al Turismo. Prima due o tre, poi un numero tale da far partire immediate contromisure: «Sono stati inviati i vigili nei locali pubblici coinvolti, per appurare se quanto meno fossero esposti i prezzi, così come prescrive la legge. Purtroppo noi non possiamo fare di più». Dalla Vecchia sta tentando di coinvolgere le organizzazioni di categoria affinché non debbano più accadere situazioni spiacevoli.
Il bilancio di europeade. «Ad ogni modo la manifestazione è stata un successo», continua Dalla Vecchia, «peccato per questo neo che rischia di ledere l'immagine di Padova in Europa. L'Europeade si è svolta come da copione, senza disagi, se non fosse stato per il comportamento di alcuni locali. Organizzeremo degli incontri per far capire che è con il lavoro di squadra delle diverse categorie che si potrà rilanciare il turismo. E tenteremo pure di porre fine ai comportamenti scorretti».
Zanonato all'attacco. Anche il sindaco ha aspettato che si spegnessero i riflettori sull'Europeade per togliersi qualche sasso dalla scarpa. Sulla sua pagina Facebook una lunga nota, che una volta per tutte chiarisce pure il capitolo costi: «l’Europeade costa circa un milione di euro, i partecipanti ne versano oltre 300 mila, Fondazione Cassa di Risparmio, Acegas Aps, Camera di Commercio contribuiscono con 600 mila, il Comune resterà sotto i 100 mila euro di spesa. Agli enti pubblici padovani la manifestazione costa all’incirca 700 mila euro, meno della Maratona di Sant’Antonio. Sono spesi male? Intanto sono stati tutti spesi in attività economiche cittadine».
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