L’Iran boicotta il Lido dopo le sanzioni dell’Ue
VENEZIA. L’Iran minacciato di boicottare la 69esima edizione della Mostra del Cinema per protestare contro le sanzioni petrolifere varate dall’Unione europea contro il regime.
«Visto che l’Ue ha imposto le sanzioni più dure, inumane e illegali contro l’Iran, stiamo naturalmente pensando di boicottare il Festival di Venezia» ha annunciato Alireza Sajjadpur, funzionario del ministero della Cultura iraniana. «Stiamo valutando la situazione», ha spiegato al quotidiano “Teheran Newspaper”. In competizione a Venezia non vi sono film iraniani, ma c’è fatta eccezione “At Any Price” di Ramin Bahrani, regista americano di origine iraniana.
Nella sezione fuori concorso “Orizzonti” dedicata alle nuove tendenze vi è poi “The paternal house” dell’iraniano Kianoush Ayari. Il film che racconta i problemi delle donne nel sistema patriarcale iraniano, non è gradita al regime, che non ne ha autorizzato la proiezione a meno che non venga “corretto”.
La Mostra è in calendario a Venezia dal 29 agosto all8 settembre: la giuria ha annunciato che, come già accaduto a Berlino e a Cannes, in ogni riunione ci sarà una sedia vuota per Jafar Panahi, il regista iraniano condannato a sei anni di prigione nel suo paese, con divieto di girare film per vent’anni.
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