La tragedia di Civè sarà ricostruita dal Pm in laboratorio
CORREZZOLA. Come sono andati realmente i fatti nella notte tra il 25 e il 26 aprile all’1,57 di notte nell’edicola-tabaccheria di Civè di Correzzola? Da dove ha esattamente sparato Franco Birolo, l’esercente che è sceso nel negozio e ha ucciso un malvivente? La scena sarà ricostruita in laboratorio. Verranno rispettate le distanze, verrà ricostruito l’interno dell’esercizio. Il malvivente sarà rappresentato da un manichino, un consulente sparerà e tutto quello che è accaduto quella tragica notte, verrà ricostruito.
La scelta è stata presa dal pubblico ministero Benedetto Roberti che quella notte, un’ora dopo i fatti è arrivato a Civè, conducendo le indagini: ha incaricato il perito Giovanni Piovan. Quanto emergerà sarà comparato con l’esito dell’autopsia sul corpo del malvivente. Si cerca di accertare la posizione del ladro al momento dello sparo. Era dentro al negozio o era già all’esterno?
Quella notte doveva essere un furto “normale” è finita in tragedia. Birolo, 47 anni, sta dormendo con la moglie e la figlia nell'appartamento sopra la sua rivendita nella piazza della frazione, un paese di poco più di mille anime. A dividere i locali una scala interna e una tendina. Intorno alle due di notte scatta l'allarme: quattro persone hanno sfondato con una panchina la porta della tabaccheria e hanno iniziato a ripulirla.
Birolo in un attimo si veste e impugna la sua Glock semiautomatica calibro 9. Non è il primo tentativo di furto, tanto che il tabaccaio, ex paracadutista, aveva deciso di dotarsi del porto d'armi. Nello spazio di pochi istanti, nell'oscurità, si trova davanti quattro figure. Parte un colpo dalla sua pistola. Due ladri riescono a fuggire nella notte, un altro viene immobilizzato (Gheorghe Neagu) e bloccato dal tabaccaio. Il quarto riversa esanime sull'asfalto, a una decina di metri di metri dall'edicola. Dopo qualche giorno si scoprirà che il giovane ucciso si chiamava Igor Ursu. Era nato in Modavia il 24 gennaio del 1989. Clandestino, nel 2008 era stato denunciato dai carabinieri di Caorle per il furto di uno scooter. Neagu, ventenne rumeno ha poi patteggiato due anni, cinque mesi e venti giorni di carcere, oltre al pagamento di 600 euro di multa, ottenendo la sospensione condizionale della pena per tentato furto pluriaggravato e furto dell'auto impiegata per il colpo. Ora via alla ricostruzione dello sparo.
(c.bel.)
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