Porti, aeroporti, treni: il Veneto fa i conti con il fattore Debora

La governatrice pronta a perorare le ragioni del Friuli «Non vogliamo essere ridotti a provincia del Veneto»
14/07/2012 Roma, nella foto Deborah Serracchiani, eurodeputato del Partito Democratico
14/07/2012 Roma, nella foto Deborah Serracchiani, eurodeputato del Partito Democratico

VENEZIA. Che in Friuli-Venezia Giulia vincessero Debora Serracchiani e con lei il centrosinistra se l’aspettavano in pochi. Renzo Tondo e l’alleanza Pdl-Lega sembravano in pole position per la conferma alla guida della Regione. Ma ora non sono solo lo scacchiere politico nazionale e quello del Pd a fare i conti con il “fattore Debora”. Anche le fitte relazioni fra Veneto e Friuli-Venezia Giulia andranno riviste alla luce del cambio della guardia.

Prima del voto, fra il Veneto a guida leghista e il Friuli-Venezia Giulia a trazione Pdl le affinità politiche erano chiare. E ora che a Trieste sventola la bandiera del Pd? Difficile, ad esempio, che Serracchiani voglia sentir parlare di macroregione, bandiera dei governatori leghisti del Nord. Su tutto il resto è da vedere. «La campagna elettorale – protesta il governatore veneto Luca Zaia – termina con lo scrutinio delle schede, per me Serracchiani ora è un interlocutore istituzionale con cui mi incontrerò senza difficoltà. Un approccio normale, all’insegna del dialogo e dei nodi da affrontare giorno per giorno».

L’Euroregione. In evidenza fra i dossier comuni c’è l’Euroregio Senza Confini che comprende anche la Carinzia. Sull’alleanza transfrontaliera Debora Serracchiani, prima delle elezioni, si è espressa in termini positivi, rivendicando al riguardo l’intuizione originaria di Riccardo Illy e chiedendo per il Friuli-Venezia Giulia un ruolo più incisivo. «Quando ne parleremo a tu per tu? – dice Zaia –. Lasciamo che passi il giro delle elezioni amministrative di maggio, poi è possibile che il primo incontro fra noi avvenga proprio per l’Euregio».

I porti. Un altro tassello del puzzle veneto-friulano riguarda i porti di Venezia e di Trieste. Come scali dell’Alto Adriatico i due porti collaborano per ottenere dalla Ue cospicui fondi a fronte di progetti comuni. Ma ogni tanto emergono motivi di frizione: a Trieste come a tanti porti italiani, di recente non è andato giù il finanziamento statale da 100 milioni concesso a Venezia per la nuova piattaforma logistica lagunare. Ma è su un altro tema sensibile che di recente si è espressa Debora Serracchiani, cioè la riattivazione a Marghera del punto franco: «Bravi sono stati i veneziani – diceva qualche giorno fa sul suo sito – che con il loro punto franco presto ci faranno concorrenza anche sul trasporto intermodale. Ma questo è proprio uno dei motivi per cui io mi candido a governare la mia Regione: perché non mi rassegno come Tondo a vederla diventare una provincia del Veneto, con Trieste porto delle occasioni perdute».

Alta velocità ferroviaria. Va ricordato che la neo governatrice del Friuli-Venezia Giulia è, oltre che europarlamentare, membro della commissione trasporti del Parlamento di Strasburgo, ruoli da cui ora si deve dimettere per incompatibilità. I temi infrastrutturali, insomma, sono il suo pane. Ecco perché sull’Alta velocità ferroviaria dirà senz’altro la sua: «La incontrerò per ovvi motivi di correttezza – anticipa Bortolo Mainardi, commissario governativo per l’Alta velocità fra Venezia e Trieste – anche perché proprio in queste settimane sto discutendo del tracciato con i Comuni della Bassa Friulana. Tuttavia so che Serracchiani è in sintonia con il mio approccio a fasi: prima l’ammodernamento della linea esistente, poi il quadruplicamento, come avvenuto lungo la Padova-Mestre». È l’intervento leggero sul piano finanziario e ambientale che sta diventando sempre più probabile a fronte delle grandi difficoltà di finanziamento di una “vera” alta velocità ferroviaria.

Terza corsia lungo l’A4. Un capitolo a parte merita la costruzione della terza corsia sull’autostrada Venezia-Trieste. Serracchiani di recente ha puntualizzato che l’opera dovrebbe essere realizzata non solo dalla Regione Friuli, perché così il suo bilancio ne sarebbe appesantito in modo decisivo, ma anche dal governo nazionale e dall’Unione Europea. In questo caso neo governatrice, che dovrebbe subentrare a Tondo nella veste di commissario, avrà un ruolo in prima persona, con ripercussioni dirette anche in Veneto.

Aeroporto di Ronchi. E infine c’è la partita dell’aeroporto di Ronchi dei Legionari, controllato dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, su cui da anni si parla di un’alleanza con la Save e quindi con l’aeroporto Marco Polo di Venezia. Pochi giorni prima delle elezioni il presidente Sergio Dressi aveva fatto sapere di non avere fretta circa le nozze con lo scalo veneto, congelate in attesa del voto regionale di domenica e lunedì. Ora la parola passa a Debora Serracchiani.

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