I partigiani assediano la chiesa dove il prete prega per Mussolini

Anpi mobilitata per un volantinaggio sul sagrato di Loreggia «A questi nostalgici il parroco deve regalare la Costituzione»
Di Giusy Andreoli
BELLUCO.CONSIGLIO COMUNALE LOREGGIA.cons lorenzo casa
BELLUCO.CONSIGLIO COMUNALE LOREGGIA.cons lorenzo casa

LOREGGIA. S’infiamma la questione della messa odierna delle 11 dove, fra i defunti da ricordare, il parroco nomina anche Benito Mussolini. Un operaio del paese ha versato la propria offerta affinché si preghi per lui. Grande lo sdegno dell'Anpi del Camposampierese e del Veneto. I partigiani si trovano davanti alla chiesa per distribuire un volantino di protesta.

«Il parroco di Loreggia, in qualità di guida per i fedeli, avrebbe dovuto negare una richiesta del genere e regalare la Costituzione a chi gli ordinava la messa», dichiara Simone Marconato, referente Anpi del Camposampierese. «Se di fronte alla morte siamo tutti uguali, non dobbiamo però dimenticare le atrocità di cui Mussolini è stato responsabile, mandante o solo ispiratore», si legge sul volantino in distribuzione. Sulla questione interviene anche Maurizio Angelini, coordinatore regionale Anpi Veneto: «La richiesta di celebrare la messa in onore di Mussolini non deriva da un affetto familiare sul quale non ci sarebbe niente da dire, ma dalle convinzioni politiche di colui che l’ha ordinata. Perché poi lo vuole ricordare? Non è che morte diventano buone, le persone vanno giudicate per come hanno vissuto. Mussolini ha governato in modo dittatoriale per 20 anni, ha fatto le leggi razziali nel ’38, ha organizzato guerre di aggressione a popoli cristiani, perché gli etiopi aggrediti dal fascismo nel 1936 erano cristiani. Il generale Graziani fece uccidere in Etiopia centinaia di sacerdoti cristiani copti. Se il sacerdote lo ritenesse, magari ricordi a voce alta ai fedeli le persone che il fascismo ha fatto soffrire e morire. Vorremmo incontrarlo per dirgli che ha propri sbagliato anche perché l’eucarestia non è la messa per i morti».

A difendere il parroco don Leone Cecchetto ci pensa il consigliere Lorenzo Casa: «Anche sulla religione c’è chi vuole metterci il cappello politico.In questo paese è consentito ricordare solo esponenti di sinistra? Io sto con don Leone che da uomo di fede non ha negato una preghiera a un defunto. Davanti a Dio siamo tutti uguali. Un bravo al mio concittadino, che con questa preghiera ha reso possibile evidenziare le contraddizioni di questa povera Italia che non ha altro da fare che pensare a un nostalgico di provincia».

Contrario al ricordo di Mussolini anche il senatore Udc e coordinatore regionale Antonio De Poli: «Una cosa è la clemenza, ben altra la provocazione di qualche nostalgico che, invece, è inammissibile perché offende i valori della Resistenza». Per De Poli chi ha fatto questa singolare richiesta vuole solo creare polemiche e scandalo. «Come si può osteggiare una festa come il 25 aprile considerandola di sinistra?» si chiede De Poli. «È un patrimonio dell'Italia a prescindere dai colori politici. Basta con questi rigurgiti fascisti che ci riportano indietro e offendono le vittime di una delle pagine più brutte della nostra storia recente».

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