Pane artigianale in tutte le piazze per riscoprirlo

Si chiamerà “pane vero” per distinguerlo dai prodotti industriali inodori e insapori. E sarà protagonista di una campagna di sensibilizzazione lanciata dai panificatori padovani e rivolta soprattutto ai consumatori, perché sappiano cosa c'è dietro una semplice mantovana o una rosetta. A lanciare la sfida è Patrizio Navarin, presidente della categoria Alimentare Cna e socio del Club Arti & Mestieri, proponendo un marchio che certifichi, a livello provinciale, l'uso di farine naturali e lavorazioni lunghe. «Perché il pane vero» spiega, «si comincia a fare il giorno prima, con poco lievito e tanta pazienza. E' un arte e bisogna farla con passione».
Non è solo una questione di gusto. Per accelerare la produzione, il pane industriale contiene, oltre a quantità elevate di acido ascorbico e additivi chimici, percentuali di lievito anche cinque volte superiori alle lavorazioni artigianali. E questo, oltre a rendere i prodotti meno digeribili, può provocare allergie o intolleranze.
Così, nelle prossime settimane (a partire dal 12 maggio, a Solesino), nelle piazze padovane e in quelle della provincia saranno organizzate manifestazioni con degustazioni del “pane vero” prodotto in loco dai panifici del territorio. L'obiettivo è quello di rovesciare la situazione di forte crisi in cui versano i maestri dell'arte bianca, insidiati dalla grande distribuzione. Un grido d'allarme lanciato già lo scorso anno, senza sortire gli effetti sperati. Dal 2011 al 2012 in provincia di Padova hanno chiuso sei imprese artigiane di prodotti da forno e farinacei (l'1,7%). E in tutto il Veneto se ne contano 12 in meno, in controtendenza rispetto al saldo nazionale, che è positivo. E sono 4 i negozi di pane, torte, dolciumi e confetteria del padovano che nel 2012 hanno chiuso i battenti, per una percentuale del 3,1%. I motivi vanno ricercati nella concorrenza della grande distribuzione e nel lavoro pesante. Navarin si sveglia tutte le mattine alle due e un quarto e resta nel suo negozio, a Stanghella, fino all'una, per poi tornarci il pomeriggio. Se non è passione questa…
Madina Fabretto
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