Saccolongo fa il record di futili litigi tra vicini

Oltre 400 interventi dei vigili in un anno. Fanno arrabbiare la biancheria sexy stesa ad asciugare, il gallo canterino, il cancello che cigola, il concime nei campi...
Di Sergio Sambi
Italy --- Laundry against pink wall --- Image by © Jill Flusemann/PPSOP/Corbis
Italy --- Laundry against pink wall --- Image by © Jill Flusemann/PPSOP/Corbis

SACCOLONGO. Indumenti intimi femminili troppo audaci messi a stendere sul balcone fanno arrabbiare una moglie gelosa degli sguardi troppo interessati del marito. Questo uno dei motivi più futili che sono la causa di litigi tra i vicini e che vengono sottoposti quotidianamente al vaglio dei vigili. Ma anche il gallo che canta al mattino o il cancello d’ingresso che cigola, la siepe troppo alta o il rumore dell’aria condizionata accesa. Sono stati oltre 400 gli interventi nel corso dell’ultimo anno che hanno occupato l’attività della polizia locale per un numero consistente di ore. Il comandante Fabio Ferrigioni ha in questi giorni fatto il punto della situazione.

«Si tratta», esordisce Ferrigioni, «in buona parte di segnalazioni che ci giungono per i motivi più disparati e spesso futili ma che non possono essere ignorati. La richiesta del cittadino arriva per far valere le proprie ragioni e chiedere alle forze dell’ordine di intervenire per far cessare una situazione che lo angustia, che lui vive in modo intenso e che per lui risulta essere quindi prioritaria rispetto a ogni altra esigenza. Per citare alcuni esempi», continua, «ieri si è presentata da noi una residente che ci ha intrattenuto per due ore di colloquio. Lamentava il fatto che il vicino di casa ha due cani che abbaiano durante le ore notturne. Era un vecchio problema per il quale eravamo già intervenuti lo scorso settembre, chiedendo al proprietario una maggior attenzione nel controllo dei propri animali. Non avendo più avuto notizia ritenevamo la questione conclusa».

La maggior parte dei litigi arriva da parte di quanti abitano nelle immediate vicinanze con la zona agraria. «Arrivano continuamente segnalazioni per contadini che spargono liquami nelle golene o nei campi», spiega Ferrigioni. «Normalmente verifichiamo se si tratta di materiale distribuito con lo spandiletame, quindi utilizzabile anche nelle aree golenali, o se invece è parte liquida da allevamenti che non può essere irrorata vicino ai fiumi in quanto prodotto inquinante che però può essere smaltito nei campi se opportunamente trattato». Il periodo di maggior litigiosità un tempo si registrava durante le ferie estive ma ora, a causa anche della crisi, molte persone sono a casa senza lavoro e questo influisce sul malumore dei cittadini che spesso non accettano l’idea che dei ragazzi giochino nei giardinetti vicino alle loro abitazioni. «Basta poco per accendere la scintilla che fa scattare la richiesta di un nostro intervento», termina il comandante, «e questo comporta l’avvio di un procedimento che spesso si conclude senza arrivare a una vera e propria diffida”.

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