«Il direttore andrebbe rimosso»

ESTE. «Santa Tecla non può morire!». Comincia così il volantino diffuso ieri mattina in piazza Maggiore nel corso del sit-in organizzato da sindacati e lavoratori della Santa Tecla. La manifestazione, durata dalle 9 alle 13, era stata indetta per protestare contro la volontà della Fondazione Santa Tecla, titolare della casa di riposo, di esternalizzare i servizi socioassistenziali e di lavanderia della struttura. Procedendo al licenziamento di un centinaio di dipendenti, senza garanzie di reintegro nella cooperativa pronta a subentrare. Ieri la città si è stretta attorno ai lavoratori: tra le varie forme di solidarietà, sono state raccolte 400 adesioni alla petizione che chiede alla Fondazione di rivedere la scelta.
Il sindacato. Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato ieri che l’assessore regionale Remo Sernagiotto ha convocato una delegazione di lavoratori a Venezia per dopodomani. I sindacati auspicano ora che a pronunciarsi sia anche la Diocesi di Padova: dopo aver parlato con il delegato per la pastorale sociale don Marco Cagol, chiedono un incontro diretto con il vescovo Antonio Mattiazzo.
Il sindaco-direttore. Tra i vari interventi di giornata spicca la provocazione di Tiberio Businaro, sindaco di Carceri: «I conti alla Santa Tecla non tornano? Se è vero quello che si dice sulla cattiva gestione dell’ente, allora il direttore andrebbe rimosso. Quanti soldi percepisce, invece, questo dirigente? Al limite tra il provocatorio e serio, mi offro io ad assumere la direzione della Santa Tecla, e lo faccio a titolo gratuito». Businaro denuncia: «Con i tagli fatti dal governo non c'è più nessun ente che sta in piedi: dovremmo forse chiudere tutto e licenziare tutti? Eliminiamo la malattia alla radice: è nell’apparato centrale dello Stato che devono licenziare migliaia di persone, dove del resto si bruciano il 60% delle nostre risorse. Questi soldi restino alle realtà del territorio».
Adl Cobas. Adl Cobas ha annunciato un sit-in per il prossimo 28 maggio, alle 10, in tribunale a Padova. In quella giornata, infatti, si celebrerà l’udienza che deciderà sul ricorso per la riassunzione alla Santa Tecla di una ex dipendente licenziata dalla direzione della struttura. Secondo i sindacati, la lavoratrice era stata lasciata a casa perché delegata di Adl Cobas e perché si era opposta ad alcune decisioni della Fondazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








