L’attesa è finita Buon viaggio nell’“Inferno” di Dan Brown

NEW YORK. Robert Langdon si sveglia in mezzo agli incubi in un letto di ospedale, ma anzichè essere al Massachusetts General Hospital, non lontano dalla sua Cambridge, il professore di simbologia di...

NEW YORK. Robert Langdon si sveglia in mezzo agli incubi in un letto di ospedale, ma anzichè essere al Massachusetts General Hospital, non lontano dalla sua Cambridge, il professore di simbologia di Harvard vede dalla finestra la torre di Palazzo Vecchio. Il conto alla rovescia è al capolinea: Dan Brown porta oggi i suoi lettori a Firenze e nei nove gironi dell’Inferno. Con Dante come guida, anche la data di pubblicazione è una strizzata d’occhio ai simboli: 14/5/13 è l’anagramma numerico di 3,1415, il valore approssimato di pi greco. Perché? Dante ha diviso l’inferno in cerchi concentrici e pi greco è la pista per misurarli.

Alla vigilia dell’uscita mondiale, “Inferno” è già in testa alla classifica dei bestseller di Amazon, Barnes and Nobles e, in Gran Bretagna Amozon.co.uk e Waterstones. Secondo gli addetti ai lavori sarà il libro dell’anno con buone chance che sia ancora in testa alle hit parade ancora a dicembre. Lo scrittore promette scintille: «È una storia così terrificante che ha fatto gran parte del lavoro per me. Non scrivo più di massoni e storie antiche, ma della visione di Dante dell’Inferno», ha detto lo scrittore al Sunday Times.

Coi traduttori dalla bocca cucita chiusi in un bunker della Mondadori a Milano, qualche anticipazione è apparsa online: gli editori hanno messo sul web il primo capitolo mentre il New York Times parla di un misterioso cilindro nascosto dentro un tubo di titanio con sigillo biometrico e un simbolo che denuncia all’interno materiali biologici pericolosi. Dentro c’è un piccolo proiettore con una versione della Mappa dell’Inferno di otticelli che spedisce Langdon e la sua partner di turno in una serie di avventure mozzafiato a cui fanno sfondo due città italiane (una è Firenze) e una terza a cavallo tra Asia e Europa.

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova