Prima pietra nel 2015 E rispunta il campus

D’ora in poi ognuno sa cosa deve fare. E dovrà farlo in fretta perché, ha annunciato il presidente della Regione Luca Zaia, la prima pietra del nuovo ospedale dovrà essere posata nel 2015 nell’area di Padova ovest. Pensando in grande ovvero che, in un secondo momento, si possa aggiungere anche il campus universitario. Intanto, l’obiettivo primario e fondamentale è reperire le risorse. Anche se il governatore annuncia la volontà di «chiedere tutti i 650 milioni» a Roma. Ben sapendo che l’arido pozzo cui attingere è quello dell’ex articolo 20 (risorse destinate all’edilizia immobiliare). La prospettiva più verosimile rimane quindi quella di un finanziamento misto pubblico-privato.
La firma.
Di fatto la firma - digitale - sul pre-accordo di programma che ieri ha visto al tavolo Regione, Comune, Università, Provincia, Iov e Azienda ospedaliera mette fine a polemiche e sgambetti, convogliando le energie di tutti gli attori nella stessa direzione. E non è cosa da poco. «Una pietra miliare» secondo Zaia. Un primo passo, irrinunciabile ma non definitivo: ora la Regione, attraverso una delibera, dovrà affidare il ruolo di stazione appaltante all’Azienda ospedaliera. Sempre con un atto di Giunta, istituirà un Comitato di coordinamento, costituito da un rappresentante di ogni ente, con un ruolo di raccordo e vigilanza. «Si tratta di un passaggio intermedio, frutto di una gestazione complessa» sostiene il sindaco reggente Ivo Rossi «abbiamo bisogno del concorso del Governo e una maggioranza bipartisan può aiutarci a trovare la giusta sinergia per realizzare un’opera attesa da anni da operatori e cittadini».
Finanziamento.
Dopo i primi “abboccamenti”, via lettera con il ministro Lorenzin, a questo punto partirà la richiesta ufficiale di finanziamento: «Ho intenzione di chiedere l’intera somma: paghiamo 18 miliardi di tasse, è ora che ci torni indietro qualcosa» sostiene Zaia ben sapendo di essere di fronte a una missione impossibile. Del resto, nella proposta è previsto un contributo pubblico di 318 milioni (più Iva) esclusi espropri e dismissioni. «Più soldi recuperiamo meno ne chiediamo ai privati, ma credo che non potremo prescindere da loro se vogliamo fare in fretta» aggiunge assicurando che i termini saranno molto diversi da quelli che hanno portato al finanziamento dell’ospedale dell’Angelo «ho scelto Claudio Dario anche per quello che ha saputo fare a Treviso. Certo ha affrontato una spesa molto più contenuta, ma l’ha fatto senza ricorrere al project». Nessuna risposta invece alla lettera inviata ad Antonio Finotti, presidente Cariparo, in cui la presidente della Provincia chiedeva di dirottare i fondi per l’Auditorium sul nuovo ospedale. «Ringrazio Zaia per il coraggio dimostrato che ci ha portati a una soluzione in tempi celeri» il commento asciutto di Barbara Degani.
Iter e progetto.
Se ciascuno rispetterà la propria tabella di marcia, tra 3-4 mesi potrebbe scattare la dichiarazione di pubblico interesse. Dopodiché le istituzioni puntano a dare a Padova il suo ospedale nel giro di 4-5 anni. Comunque vada, prenderà forma dall’unico progetto presentato da Finanza e Progetti, joint venture tra Palladio Finanziaria e Lend Lease. Una volta valutati i requisiti di accettabilità, potranno essere richieste delle modifiche.
Il campus.
Tra le novità, pur in un futuro non meglio precisato, potrebbe esserci la costruzione del campus universitario. A “riesumarlo” è Zaia: «Non abbiamo abbandonato l’idea, le cose possono essere fatte anche per step. E metterlo vicino al policlinico sarebbe l’ideale. Se per fare la Pedemontana avessimo aspettato di avere i soldi, non saremmo mai partiti». Dal canto suo l’Università, forte di quell’eccellenza che il nuovo ospedale dovrà veicolare, attirando pazienti da ogni dove, chiede di avere voce in capitolo: «La nuova struttura deve collegare sinergicamente ricerca, didattica e assistenza» sostiene Giuseppe Zaccaria sottolineando come l’esistente mortifichi lo sviluppo tecnologico «chiediamo di essere coinvolti nelle scelte».
Viabilità.
Previsti l’allungamento del percorso del tram che passerà dal Borgomagno scavalcando la ferrovia, una nuova strada con un tunnel sotto corso Australia (individuato nel Prusst Arco di Giano) e un ulteriore svincolo a nord. Il parcheggio dello stadio verrà utilizzato come supporto per accogliere le auto.
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