Zanonato, un ufficio del ministro a Padova: è polemica

Il leghista Bitonci interroga, l’ex sindaco replica: «Locale messo a disposizione dalla Prefettura a costo zero. Con un collaboratore del Mise»
Milanesi -GM- Sala del consiglio, delegazione del comune al tavolo con operai pestati da gruppo di Rumeni. foto Mattoschi
Milanesi -GM- Sala del consiglio, delegazione del comune al tavolo con operai pestati da gruppo di Rumeni. foto Mattoschi

PADOVA. Sulla targa, fuori dalla porta, c’è scritto: «Ministero Sviluppo Economico. Segreteria. Daniele Formaggio». A Palazzo Santo Stefano, sede della Prefettura e della Provincia, il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato ha aperto un ufficio di rappresentanza mettendovi a capo il suo storico collaboratore Daniele Formaggio, da nove anni capo del cerimoniere del Comune di Padova.

Apriti cielo: il senatore leghista di Cittadella, Massimo Bitonci, che non fa mistero di voler contendere - l’anno prossimo - la città al centrosinistra, ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro per sapere «a quale titolo» il ministero dello Sviluppo economico disponga di un ufficio presso la Prefettura di Padova. La Lega, che nel 2011 aveva aperto tre uffici dei ministeri delle Riforme, della Semplificazione, del Turismo e dell’Economia a Villa Reale di Monza, arriva addirittura a chiedere le dimissioni del responsabile dello Sviluppo economico: «Il ministro Zanonato si dimetta - aggiunge Bitonci, che è capogruppo della Lega in Senato –. E se non lo fa spontaneamente lo sfiduceremo in Parlamento. La vicenda dell'ufficio fantasma che ha fatto aprire a spese dei contribuenti a Padova nella sede della prefettura mettendovi a capo il suo più stretto collaboratore quand'era sindaco è vergognosa. Forse Zanonato pensava che facendo questo giochino in pieno agosto nessuno se ne sarebbe accorto? Sbaglia. Una sorta di sede decentrata del suo ministero ma senza alcuna funzione pubblica se non quella di giustificare un incarico a un amico è un'azione intollerabile. Aspettiamo invano spiegazioni da giorni: non sappiamo a che titolo quest'ufficio sia stato aperto, chi lo mantiene o se esiste un qualsiasi tipo di contratto con la prefettura. E' indecente, ancor più in tempo di crisi, che un ministro usi la sua funzione per sue cose personali. E' immorale e uno schiaffo a tutti i cittadini. Zanonato si vergogni e dia subito le dimissioni. In caso contrario procederemo in Parlamento con tutti gli strumenti democratici che abbiamo a disposizione. Il ministro Idem per molto meno è tornata, giustamente, a casa».

Dopo una settimana di polemiche, il ministro oggi è intervenuto affidando ai social network questa nota: «Non c'é nessun ufficio del ministero dello Sviluppo economico a Padova. La Prefettura ha semplicemente messo a disposizione del Ministro, a costo zero, un locale ad uso ufficio come punto di appoggio per gli impegni istituzionali nei giorni festivi. Il Ministro viene inoltre supportato da un collaboratore del Gabinetto del Mise, il quale fa parte dei due soli professionisti di diretta fiducia di cui il ministro ha scelto di avvalersi, avendo egli confermato la struttura del Gabinetto preesistente. Vale infine la pena di ricordare che il Mise, su input diretto del Ministro, ha recentemente avviato il riordino delle proprie strutture amministrative, cancellando tre dipartimenti e sei direzioni, riducendo così i dirigenti di 60 unità. Il risparmio strutturale annuo è di circa 6 milioni di euro di spesa corrente».

Flavio Zanonato a Roma si è portato il «portavoce» Antonio Martini, da poco diventato capo della segreteria del ministero. Formaggio, che inizialmente avrebbe dovuto seguire il ministro a Roma, è rimasto a Padova: a gestire l’ufficio in Prefettura.

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