È morto a 92 anni Giuliano Lenci, partigiano ed ex consigliere comunale

PADOVA. È morto all’età di 92 anni Giuliano Lenci, partigiano, consigliere comunale e primario di pneumologia a Padova. Le sue condizioni sono peggiorate nel primo pomeriggio fino a portarlo alla morte. Ecco la sua biografia ricostruta da Floriana Rizzetto, già presidente dell’Anpi, di cui Lenci era militante.
Pisano di nascita (e lo si capisce dall’accento non appena comincia a parlare), ma padovano da moltissimi anni, è legato a entrambe queste regioni italiane da ricordi, affetti familiari, incontri, vicende storiche e politiche. Gli anni pisani, dell’infanzia, della vita familiare, della prima formazione, degli studi di Medicina alla Scuola Normale di Pisa sono narrati nel libro autobiografico “Memorie pisane”edito nel settembre 2009 e presentato a Padova a Palazzo Moroni. Nella maturazione progressiva della coscienza politica del giovane Giuliano, cresciuto in una famiglia di tradizioni mazziniane, ultimo di cinque fratelli, le relazioni con compagni e docenti universitari, ma soprattutto gli eventi che si susseguono dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 sono fondamentali per la scelta di aderire alla lotta partigiana nel gruppo di combattimento Folgore, scelta che determinerà successivamente la sua militanza politica nel Partito Comunista. Dopo la Liberazione la laurea, ma anche il matrimonio con Antonietta, la moglie con cui ha trascorso sessantadue anni di vita coniugale e che gli ha dato due figli. L’aveva conosciuta giovanissimo negli anni di guerra; nel libro di memorie, pur con il riserbo che caratterizza gli uomini di un tempo e in particolare il professor Lenci, emerge in tutta la sua importanza questo rapporto con la compagna di una vita. Tre anni in Marina come ufficiale medico e poi la professione.
A Padova arriva nel 1955 per lavorare all’Università, dal 1958 è docente e poi primario di pneumologia. Nel contempo continua l’impegno politico e, seguendo gli interessi che le stesse vicende storiche che aveva vissuto avevano incrementato, nella tradizione di cultura umanistica che caratterizzava i medici di un tempo, si dedica agli studi storici. La passione per la storia è stata ereditata da uno dei figli; la tradizione medica della famiglia è stata invece ripresa dalla figlia. Una data importante nella vita di Lenci è quella del 7 giugno 1984, quando è accanto a Enrico Berlinguer durante il suo ultimo comizio in Piazza della Frutta. Gli fornisce la prima assistenza, ma purtroppo, quando Berlinguer viene ricoverato, è troppo tardi.
Dal 1985, per 5 legislature, Lenci è consigliere comunale. Dalla pensione si dedica con ancora maggior attenzione alla ricerca storica, Numerose sono le pubblicazioni che si affiancano a quelle di carattere scientifico. Da segnalare la straordinaria conoscenza della storia della prima guerra mondiale di cui possiede una eccezionale biblioteca specializzata; a questo interesse e all’amore per la montagna nato negli anni universitari si deve forse l’assidua frequentazione dell’Altopiano di Asiago, dove assieme all’amico Isnenghi teneva conferenze di argomento storico e dove lo incontravo quando anch’io frequentavo quei luoghi. Tra i saggi più noti ricordiamo quello relativo all’Università Castrense, inserita nell’Università di Padova, che durante la Grande Guerra consentì la laurea in Medicina e Chirurgia ad oltre cinquecento studenti sottratti temporaneamente al fronte, molti dei quali persero poi la vita nel proseguimento delle operazioni militari. Innumerevoli sono i suoi contributi alla ricerca storica locale Appassionata la sua azione per la creazione del Museo storico del Risorgimento, di cui è stato promotore e competente curatore. Nel 2009 il sindaco Zanonato gli conferisce il sigillo della Città di Padova.
Sempre attivo nell’Anpi, di cui è stato vicepresidente e della cui presidenza onoraria fa parte, porta nelle scuole la sua testimonianza per la difesa dei valori della Resistenza e della Costituzione repubblicana. Attualmente è presidente dell’Istituto storico della Resistenza, sempre attivo nell’Anpi, presente negli eventi culturali della città.
Il ricordo di Flavio Zanonato. Il ministro dello sviluppo economico Flavio Zanonato, ex sindaco di Padova, in una nota ricorda Giuliano Lenci, con cui ha condiviso diversi anni in consiglio comunale: "Consideravo Giuliano Lenci come un padre e un maestro. Attraverso il figlio Angiolo, lo conoscevo da più di quarant'anni. La lunga militanza nello stesso partito mi ha consentito di apprezzarne le doti straordinarie di antifascista, di uomo libero anche mentalmente, di storico del Risorgimento e della Resistenza italiana. Ha vissuto una vita piena e da protagonista, anche se negli ultimi anni la mancanza della moglie Antonietta, a cui era legatissimo, lo ha fatto molto soffrire. In consiglio comunale, dove è stato per oltre vent'anni, ha sempre avuto un ruolo di primo piano, come persona equilibrata, capace di farsi ascoltare anche dagli avversari politici."
Bettin (Pd): "Un giorno di grande dolore". "Oggi per tutti i democratici è un giorno di grande dolore. Sentiamo di aver perso un faro che guidava la nostra azione. Esempio di integrità morale, di passione e saggezza politica, di amore per la verità e per la giustizia. Assieme al Ministro Flavio Zanonato, ho avuto la fortuna di incontrare Giuliano Lenci la vigilia di Natale, anche in quei moementi così difficili e dolorosi non ha mancato di esprimermi una forte raccomandazione per far si che la memoria di ciò che sono stati la guerra e il fascismo non venga dispersa, in particolare tra i più giovani. Un impegno che seguendo la sua passione, la sua sobrietà e il suo stile inconfondibile non mancheremo mai di onorare". E' il ricordo del segretario provinciale del Pd Massimo Bettin.
In un post su Facebook il saluto di Ruzzante. Il consigliere regionale del Pci Piero Ruzzante ha ricordato Giuliano Lenci con questo post su Facebook.

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