A Padova il computer quantistico che scrive con gli atomi: è l’unico in Italia

L’innovativo laboratorio inaugurato dall’università in via Luzzatti, al Portello. La rettrice Mapelli: «La ricerca ha bisogno di eccellenza e noi gliela garantiamo». Il  presidente Stefani:

«È fondamentale per i giovani che cercano ambienti stimolanti per fermarsi in Veneto»

Il taglio del nastro del nuovo laboratorio dell'Università di Padova con computer quantistico
Il taglio del nastro del nuovo laboratorio dell'Università di Padova con computer quantistico

Un laboratorio che proietta Padova come punto di riferimento europeo nelle tecnologie quantistiche. Con il taglio del nastro avvenuto lunedì 2 marzo in via Luzzatti, al Portello, l’università patavina ha inaugurato il nuovo “Quantum Computing Lab”, infrastruttura dedicata alla ricerca d’avanguardia e pensata come investimento strutturale sul futuro.

Si tratta dell’unico laboratorio di questo genere in Italia: una struttura costruita appositamente per ospitare un computer quantistico a ioni intrappolati, con caratteristiche edilizie e impiantistiche pensate fin dall’origine per questa tecnologia.

In Europa se ne contano solo due o tre comparabili, e pochissimi nel mondo, a conferma della rilevanza dell’intervento realizzato in città.

Il taglio del nastro

Al taglio del nastro erano presenti la rettrice Daniela Mapelli, l’assessora Francesca Benciolini e il presidente della Regione Alberto Stefani, a testimoniare il forte valore istituzionale dell’iniziativa e la sinergia tra ateneo, amministrazione comunale e regionale su un progetto di respiro strategico.

«L’investimento per il “Quantum Computing Lab”, circa cinque milioni di euro solo per la parte edilizia, rappresenta uno dei più significativi sforzi compiuti dal nostro ateneo per dotare la ricerca di spazi adeguati», ha dichiarato la rettrice Mapelli.

Non solo una cifra rilevante, ma «la consapevolezza che la ricerca di eccellenza ha bisogno di infrastrutture di eccellenza».

Il laboratorio, ha aggiunto, è «un acceleratore di idee» e insieme una responsabilità: governare l’innovazione affinché rafforzi la dignità della persona e la coesione sociale, nel solco della tradizione patavina di libertà scientifica.

Anche il Comune ha ribadito il legame tra città e università: «La ricerca e il pensiero critico hanno sempre caratterizzato questa città – ha sottolineato l’assessora Benciolini – Investimenti come questo arricchiscono la comunità e la rendono partecipe dei processi di innovazione», contribuendo ad attrarre talenti e competenze altamente qualificate.

Sulla stessa linea il presidente Stefani, che ha parlato di «passo di grande significato nella modernità». L’infrastruttura, ha evidenziato, crea un contesto di innovazione ai massimi livelli, fondamentale per i giovani che vogliono formarsi nelle professioni del futuro e per il sistema produttivo veneto, chiamato a competere su scala globale puntando su ricerca e trasferimento tecnologico.

Il laboratorio
Il laboratorio

Investimento di 5 milioni

Il “Quantum Computing Lab” nasce nell’ambito del progetto Wcri, finanziato dall’ateneo con 7,5 milioni per promuovere “World class research infrastructures”. Il costo complessivo dell’opera, inclusa la bonifica dell’amianto, è di 4,8 milioni di euro; circa 4,5 milioni sono destinati alla strumentazione scientifica.

La struttura, 683 metri quadrati complessivi, è stata progettata con requisiti tecnici estremamente stringenti: platea isolata con giunto antivibrazione di oltre 200 metri quadrati, controllo termico con precisioni inferiori al centesimo di grado nelle aree sensibili, impianti avanzati e cabina elettrica dedicata.

Non un capannone adattato, ma un edificio concepito su misura per la ricerca quantistica, simbolo concreto di una visione istituzionale che mette infrastrutture, formazione e innovazione al centro dello sviluppo del territorio.

Un computer quantistico a ioni intrappolati è una piattaforma in cui l’informazione quantistica viene “scritta” e manipolata usando ioni (atomi elettricamente carichi). Questa tecnologia è considerata tra le più promettenti per realizzare processori quantistici stabili e controllabili, adatti a esplorare nuove applicazioni in simulazione di sistemi complessi, ottimizzazione e sviluppo di algoritmi quantistici. —

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