A Piazzola la scultura vive sull’acqua

Quindici artisti per 32 opere tra villa Contarini e la piazza. È il primo passo

Una scultura che conquista il suo spazio, si innesta sul territorio, prende nuova forma e ricrea l’ambiente in scenografie inaspettate. Lo fa, affiorando dai canali e sui prati, a Piazzola sul Brenta, intorno a Villa Contarini. La formula di “Scultura in acqua e in piazza” nasce da un dialogo tra il curatore della manifestazione e scultore Pino Pin e Elio Armano. «Stavamo pensando a un libro sul mercatino di Piazzola» racconta Pin «quando Elio mi ha proposto di inserirci delle sculture contemporanee. Da quello spunto ho pensato a un’esposizione che utilizzasse l’elemento che caratterizza Piazzola: l’acqua. Poi abbiamo coinvolto scultori a cui l’idea di lanciare le loro forme insieme nello spazio e nell’acqua è molto piaciuta». Inaugurata il 26 aprile, l’esposizione resterà fino al 28 ottobre e comprende 32 opere di 15 artisti scelti «sulla base della professionalità e in parte in relazione alla provenienza, visto che sono delle città attorno a Piazzola» continua Pin «tranne due che sono di altre regioni. Mi interessava che avessero sempre vissuto facendo gli scultori, poi fra loro sono molto eterogenei: passano dal figurativo al minimale all’astratto al pop. Ma l’aspetto fondamentale resta la loro testimonianza di una costante ricerca di un senso, di un fare e di un processo che si manifesta».

Così fra la scelta di un mobile antico o di un vecchio vinile, lungo il mercatino dell’antiquariato, lo sguardo dello spettatore si imbatte nella potenza della scultura, che sembra ergersi dall’acqua e dalla terra come nuovo elemento della natura, con cui l’umano non può che iniziare un confronto. «Sergio Rodella di Padova, insegnante al Selvatico, fa un figurativo ai limiti del michelangiolesco» continua Pin «Roberto Alberoni ha forme in evoluzione che si muovono all’interno di giochi spaziali, Roberto Lanaro con il ferro crea strutture di una potenza fisica estrema, Alfredo Dal Santo, ceramista di Este, crea racconti attorno alle colonne di graffito, io con il tiro alla fune e l’arcobaleno direi che spazio fra pop e fantastico». E poi oltre a Elio Armano ci sono: Lorella Calzolari, Alberto Caregnato, Carlo Schiavon, Fiorello Stefanato, Giuliano Dal Molin, Alberto Timossi, Marco Fin Angelo Urbani, Agostino Gallio.

Grazie alla Pro Loco di Piazzola e all’installazione delle postazioni con supporti in acciaio, gli scultori hanno potuto pensare alle opere proprio come fossero nate nell’elemento dell’acqua: «Alcuni di loro» specifica Pin «le hanno create apposta per la mostra. Del resto sono opere che spesso vanno da 4-5 a 10 metri, con cui poter giocare con lo spazio». E per il futuro quanto mai prossimo c’è l’idea di creare una biennale d’arte sull’acqua: «Ci piacerebbe aprire un dialogo con la Regione, estendere l’idea sia all’interno del parco della Villa che fuori dal paese. Basti pensare alle vasche d’acqua davanti alla villa, al corso d’acqua lungo la piazza, alle vasche all’interno della villa, insomma pensare alla centralità di Piazzola come a una risorsa essenziale per renderla un polo culturale del Veneto, una tappa di partenza, magari proprio per sviluppare la scultura. La villa, l’ampia piazza, e le acque parallele alla villa, sono occasione per poter creare cose interessantissime. E per coinvolgere, oltre agli artisti locali, anche gli stranieri, quelli che lavorano qui per un periodo. In tal senso sono in contatto con alcuni consolati. Sarebbe davvero importante poter invitare questi artisti di altre nazioni prima del loro ritorno in patria, qui, a esporre le loro opere».

Silvia Gorgi

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