Abano e Montegrotto, salasso per gli hotel: due milioni in più di bollette

Stima di Federalberghi su 90 strutture: il salto è avvenuto in appena due anni, i picchi pesano su ogni cliente fino a 8 euro e i soggiorni si accorciano. Il presidente Poli: «Dobbiamo accelerare la transizione verso le fonti rinnovabili»

Federico Franchin
L'ingresso dell'Hotel Mioni Pezzato di Abano Terme
L'ingresso dell'Hotel Mioni Pezzato di Abano Terme

​​​​​La bolletta elettrica degli alberghi di Abano e Montegrotto continua a salire: dagli 11,6 milioni di euro stimati nel 2024 ai 13,1 milioni del 2025, fino ai 13,5 milioni previsti per il 2026.

Sono circa 400 mila euro in più rispetto all’anno scorso e 1,9 milioni nel confronto con due anni fa. A fare i conti è la sezione locale di Federalberghi, che richiama l’attenzione sul peso dell’energia per le circa 90 strutture del bacino euganeo.

Il rincaro dell’elettrcità all’ingrosso

Il quadro nasce da una simulazione riferita a un hotel termale di circa 100 camere, con un consumo annuo ipotizzato di 633 mila chilowattora. «Per una struttura di queste dimensioni la spesa elettrica passa da circa 129 mila euro nel 2024 a 145.500 euro nel 2025, fino a 150 mila euro nel 2026», denuncia il direttore Marco Gottardo. L’aumento previsto quest’anno è dunque di 4.500 euro rispetto al 2025 e di oltre 21 mila euro rispetto al 2024, pari al 16,5%. Applicando queste stime all’insieme degli alberghi si arriva ai 13,5 milioni complessivi.

Alla base c’è anche il rincaro dell’elettricità all’ingrosso: nei valori utilizzati per il calcolo, il prezzo cresce del 35,9% fra il primo semestre del 2024 e lo stesso periodo del 2026. Ma per gli hotel termali il problema riguarda anche la quantità di energia necessaria a garantire i servizi. Piscine, reparti cura, centri benessere, ristorazione e spazi comuni comportano consumi elevati, con impianti che restano in funzione anche quando le camere non sono tutte occupate.

L’appello di Federalberghi

Il peso della bolletta emerge anche dal costo per presenza turistica, cioè per ogni notte trascorsa da un ospite. Dai circa 2,50 euro del 2019 si passa a oltre 4 euro nel 2026, almeno il 60% in più. D’estate i picchi possono toccare gli 8 euro, per la maggiore richiesta di climatizzazione. Intanto i soggiorni si accorciano: la permanenza media scende dai 3,7 giorni del 2019 ai circa 3,2 del 2025. Una rotazione più frequente degli ospiti aumenta il lavoro di pulizia, lavanderia e gestione delle camere.

«La questione energetica è ormai un problema strutturale di competitività del sistema termale euganeo», afferma il presidente Walter Poli. «Dobbiamo accelerare la transizione verso le fonti rinnovabili, favorendo il fotovoltaico sulle coperture degli alberghi e promuovendo comunità energetiche che coinvolgano imprese ricettive, attività commerciali e soggetti pubblici».

Per rendere possibili gli investimenti, Federalberghi chiede incentivi mirati, autorizzazioni più semplici e strumenti finanziari adeguati. «Abbiamo inoltre una risorsa straordinaria, l’acqua termale, da valorizzare attraverso il recupero del calore e impianti più efficienti», aggiunge Poli. «La transizione energetica è un investimento per ridurre la dipendenza dai mercati e difendere la redditività delle imprese».

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