Tasse e tributi mai pagati, ad Abano Terme parte la riscossione forzata

Il Comune punta a recuperare 582.000 euro per investirli a favore della comunità. Il sindaco Barbierato: «Sono risorse che devono tornare alla città: potranno contribuire a finanziare la manutenzione di strade e marciapiedi, il verde pubblico, i servizi scolastici e il sostegno alle persone più fragili»

Federico Franchin
Il municipio di Abano Terme
Il municipio di Abano Terme

Il Comune di Abano Terme avvia il recupero di quasi 582.000 euro di tasse e tributi non pagati. Le somme riguardano l’imposta di soggiorno, l’Imu, la Tari e la Tasi, per debiti riferiti agli anni dal 2019 al 2024. Il 13 ottobre l’amministrazione comunale ha approvato gli elenchi da trasmettere ad Abaco, la società incaricata della riscossione, che potrà procedere al recupero delle somme rimaste insolute. Il totale è di 581.763 euro.

La voce più consistente è l’imposta di soggiorno: 224.286 euro relativi al periodo dal 2019 al 2023. Seguono 191.861 euro di Imu per gli anni 2019, 2023 e 2024, quindi 158.042 euro di Tari, la tassa sui rifiuti, dal 2020 al 2024. Completano il quadro 7.574 euro di Tasi del 2019. Non si tratta di richieste inviate per la prima volta.

L’ufficio Tributi aveva già contestato i mancati pagamenti, totali o parziali, ed emesso gli avvisi di accertamento. La procedura riguarda chi, anche dopo la notifica delle intimazioni, non ha versato quanto richiesto entro i termini e non ha presentato opposizione.

Il recupero dei debiti 

Ora il Comune autorizza il passaggio alla riscossione coattiva, cioè al recupero dei debiti non saldati spontaneamente.

«Recuperare i tributi non pagati significa prima di tutto tutelare chi paga regolarmente e fa la propria parte», spiega il sindaco Federico Barbierato. «Da sindaco tengo a richiamare il legame tra le entrate comunali e la possibilità di mantenere efficienti i servizi rivolti a cittadini e famiglie».

Gli elenchi comprendono 21 titoli da riscuotere: undici per l’imposta di soggiorno, cinque per la Tari, tre per l’Imu e due per la Tasi (il dato si riferisce al numero degli atti e non all’ammontare dei contribuenti coinvolti).

Dove finiscono i soldi

«Questi quasi 582.000 euro, una volta recuperati, potranno contribuire a finanziare la manutenzione di strade e marciapiedi, il verde pubblico, i servizi scolastici e il sostegno alle persone più fragili», prosegue Barbierato.

«Sono risorse che devono tornare alla città, traducendosi in servizi e cura degli spazi che utilizziamo ogni giorno». Per Barbierato il recupero delle somme dovute serve a garantire una partecipazione più equa alle spese della città. «Chi rispetta le scadenze non può essere lasciato solo a sostenere il costo dei servizi di cui beneficia tutta la comunità», ribadisce.

«È una questione di equità e di rispetto verso i cittadini: ciascuno deve contribuire per quanto dovuto, affinché il Comune possa rispondere meglio ai bisogni di tutti», conclude il sindaco.

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova