Abusa di minorenni, facchino in cella: le vittime sono una decina

Arrestato Paolo Segato, 52 anni, avrebbe fatto alcune ammissioni: tra le vittime anche minori di 14 anni. Le ricompensava con soldi e regalando telefonini

PADOVA. Di notte lavorava come facchino per una nota ditta di trasporti e di giorno si dedicava alle sue perversioni sessuali con minorenni. Ieri mattina i carabinieri della stazione di Albignasego l’hanno arrestato per atti sessuali con minorenni e prostituzione minorile. Lui è Paolo Segato, 52 anni, nato a Padova e residente a Maserà. L’indagine è stata portata a termine dal pm Sergio Dini e l’ordinanza d’arresto firmata dal gip Paola Cameran. I fatti che la procura gli addebita vanno dal 2009 fino ad oggi. Gli atti sessuali continuati sono stati commessi con ragazzini che non avevano ancora compiuto 14 anni e altri tra i 14 e 18: dovevano far vedere le loro parti intime, ma si arrivava anche a rapporti sessuali veri, seppur non completi. Gli anni di nascita delle vittime fanno rabbrividire: 1997, ’96, ’95, ’99. Per loro come ricompensa arrivavano soldi, ricariche, telefonini. Le vittime accertate sono una decina, i diversi pagamenti un centinaio.

L’ALLARME DA UN QUINDICENNE. Il 15 marzo scorso al 112 di Abano arriva una telefonata di un quindicenne: sono le 23.40. Racconta all’operatore che Segato avvicina dei ragazzi e poi ne abusa sessualmente. A lui l’uomo aveva chiesto di abbassarsi i pantaloni, ma lui si era allontanato.

I PRIMI ACCERTAMENTI. I carabinieri di Albignasego cercano di andare a fondo di questa storia. Il 7 settembre del 2003 una residente dello stesso quartiere di Segato aveva contattato l’Arma per le attenzioni che il magazziniere dedicava a suo figlio, che allora aveva 10 anni. Lo aveva invitato a giocare alla Playstation e quando era in cortile a giocare arrivava pure lui.

I CARABINIERI APRONO UN FALSO PROFILO FACEBOOK. I militari aprono nell’aprile scorso un falso profilo Facebook con un nome di fantasia, nativo del 1996. Lui dà l’amicizia e i carabinieri verificano così che tra i suoi amici (classificato come fratello) c’è il quindicenne che aveva chiamato il 112.

LA PERQUISIZIONE. Il 15 maggio scorso scatta la perquisizione domiciliare. Viene trovato un “tariffario servizio dal 2009”. Sono riportate le diverse prestazioni effettuate, dal massaggio a prestazioni ben più piccanti. Si va da un minimo di 10 euro di ricompensa ad un massimo di 50 euro. Trovati pure dei “moduli di amicizia”. Uno di questi era stato dimenticato dall’uomo in cartolibreria, dove l’aveva fotocopiato. Tra i requisiti, scritti per diventare suoi amici, era obbligatorio il “nudo integrale”.

LE PRIME AMMISSIONI. In sede di perquisizione Segato fa dichiarazioni spontanee. Ammette che il suo migliore amico è un minorenne. Racconta che tra loro c’è un’amicizia molto forte e che il ragazzo ogni 15 giorni va a casa sua e assieme guardano dei siti pornografici e sempre assieme fanno sesso. Ha aggiunto che altri ragazzi minorenni vanno a casa sua e che lui li guarda in atteggiamenti intimi e poi gli regala ricariche telefoniche, pacchetti di sigarette, gelati, pizze o somme di denaro. Ha concluso la sua ammissione raccontando che i suoi “amici” li contatta telefonicamente e molto raramente attraverso la bacheca del sito Facebook. In diversi casi loro gli fanno uno squillo e lui li richiama, per far loro risparmiare la telefonata.

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