Aggredita in piazza De Gasperi a Padova: calci e pugni, poi gettata a terra
La giovane, figlia del chirurgo Calabrese, è finita in ospedale con diverse ferite. Il padre: «Pestata per aver invitato un gruppo di stranieri a non litigare a ad allontanarsi dal suo garage»

Ancora un storia di ordinaria violenza in piazza De Gasperi, a Padova, che ha coinvolto una giovane italiana e un gruppo di magrebini, dei quali non si conosce ancora il nome.
Intorno alle 20, nello spazio quasi davanti al supermercato Africa e Asia Market, quattro magrebini, tra cui due donne, provenienti da viale Codalunga, hanno aggredito una giovane laureanda che era andata in quel lato della piazza per prendere l’auto, custodita nel garage che si trova a fianco del negozio alimentare etnico. La donna, malmenata, presa a calci e a pugni, gettata con violenza per terra, è figlia di Gianni Calabrese, il noto chirurgo maxillo-facciale e responsabile delle guardie mediche in tutta la zona termale.
Il racconto del padre
È lui stesso a raccontare tutta la triste vicenda, che naturalmente è stata denunciata formalmente in questura.
«Mia figlia, ancora pesantemente scioccata per l’accaduto, ha solo avuto il torto d’invitare i quattro stranieri che stavano litigando tra di loro a smetterla e ad allontanarsi dall’ingresso del garage. È stata aggredita con un pestaggio violento da una delle due donne soltanto perché i magrebini hanno pensato che stesse chiamando la polizia, mentre in realtà stava solo telefonando alla madre, che ha l’ufficio proprio in quella zona. Per lei sono stati minuti di terrore e di panico. È stata scaraventata a terra ed è stata colpita con calci e pugni. L’ambulanza e la polizia, chiamate dal sottoscritto, sono arrivate sul posto dopo alcuni minuti. Mia figlia è stata portata al pronto soccorso dell’ospedale civile, mentre io ho spiegato tutti i passaggi del violento pestaggio agli agenti della volante arrivata sul posto. È potuta tornare a casa dopo alcune ore con una prognosi di cinque giorni con ferite ed ematomi riportati in modo particolare agli arti inferiori».
La critica all’amministrazione comunale
Il dottor Calabrese, che tra il 1999 e il 2004 è stato anche vicepresidente del consiglio comunale nel periodo in cui era sindaca Giustina Destro e attualmente abita nel primo palazzo di corso del Popolo, a fianco dell’hotel Bypillow (ex Grand Italia), lancia un messaggio al vetriolo all’amministrazione comunale e alle altre istituzioni competenti: «Altro che miglioramento della situazione in tutta la zona che va da via Trieste fino alla parte posteriore della stazione», dice il medico di origini napoletane, arrivato in città quand’era ancora bambino. «Pochi giorni fa, mentre andavo a prendere l’auto in piazza de Gasperi, ho visto tre giovani tossicodipendenti che si bucavano, a cielo aperto, nel lato della piazza che si affaccia su corso del Popolo. L’aggressione a mia figlia è una concreta testimonianza di come, già da parecchi anni, le istituzioni competenti, in primis il Comune, non sappiano governare con metodi adeguati l’immigrazione selvaggia, iniziata in città vent’anni fa, e non abbiano mai varato giusti provvedimenti per garantire la sicurezza a noi cittadini. Ci sarà pure una ragione politica in base alla quale sempre più persone sposano il programma del generale Vannacci».
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








