Al Pedrocchi le nuove facciate color ocra

I lavoratori dell’azienda Valente hanno tolto i ponteggi che, per cinque mesi consecutivi, sono stati utilizzati per i lavori di restauro delle facciate del Pedrocchi assegnati, dopo un bando di gara promosso dal Comune, all’impresa napoletana Research Consorzio Stabile. La stessa ditta che ha realizzato il restauro della Reggia di Caserta, di una parte degli scavi di Pompei e di Palazzo Citterio Grande Brera, a Milano.
L’azienda campana, con sede centrale a Poggiomarino, si era aggiudicata l’appalto con il 25% di ribasso. In pratica l’appalto iniziale era di 440.000 euro e se l’è portato a casa con “soli” 278.000 euro. Con l’eliminazione dei ponteggi è venuto fuori il “nuovo” Caffè che ieri, per tutta la giornata, ha destato la curiosità dei passanti, quasi tutti con il naso all’insù anche perché il colore ocra delle facciate, per ovvi motivi, non è più lo stesso di prima.
Intanto la gestione dello storico stabilimento, assegnata sino al 2028 dal Comune alla società milanese F&de Group, guidata da Ermes Fornasier, veneto di San Donà di Piave, ha registrato un ennesimo colpo di scena dopo le polemiche che si sono scatenate sul Pedrocchi in seguito al cenone organizzato in pompa magna, alla fine del 2017, anche in Sala Rossini. In pratica, dopo che, nei giorni scorsi, la F&de Group ha assegnato la gestione delle feste alle società nostrane del settore “Hashtag222” di Noventa e “Salotto 38” di Este, è stata tolta la consulenza per eventi alla pr Alessandra Ferri De Lazara. Ossia alla professionista delle pubbliche relazioni che era diventata la direttrice delle feste e degli eventi culturali nel momento in cui la società, guidata da Ermes Fornasier e Marcello Forti, era sbarcata a Padova. Insomma la pr che aveva sostituito Andrea Gerardo Nappi, scomparso in mare tre anni fa. L’addio al Pedrocchi di Alessandra Ferri De Lazara non è stato né confermato né smentito dal presidente della F&de Group. «Rivolgetevi al direttore dello stabilimento, Manolo Rigoni» ha detto Fornasier, «al Pedrocchi lavorano 40 dipendenti. In questo periodo io chiedo solo di poter operare in tutta tranquillità e di avere un ottimo rapporto con la nuova amministrazione comunale, a cui, ogni anno, consegno il 12% del fatturato».
Felice Paduano
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