Albignasego, confronto tra i candidati sindaco: programma, traffico e crescita della città

Confronto elettorale in redazione tra Alberto Bettella e Valentina Luise. Le divergenze sul fenomeno della criminalità giovanile e sull’ipotesi tram: orizzonte comune sulla futura pista d’atletica e sull’istituto superiore

Nicola Cesaro, Gianni Biasetto, Sofia Pegoraro
Il confronto tra i due candidati al Mattino di Padova
Il confronto tra i due candidati al Mattino di Padova

I limiti e le opportunità demografiche del secondo Comune padovano per abitanti, il cronico traffico di via Roma, il sogno della pista di atletica e il pressing per avere un istituto di istruzione superiore. Si è parlato di questo e molto altro nel confronto elettorale organizzato da il mattino di Padova con i due candidati alla fascia di sindaco per Albignasego (si vota domenica e lunedì), ospiti ieri della nostra redazione: Alberto Bettella, 61 anni, espressione del centrosinistra (Partito Democratico, Abc Albignasego Bene Comune 2030 e Avs Alleanza Verdi Sinistra), e Valentina Luise, 49 anni, assessore uscente 49 anni, dall’area di centrodestra (Fratelli d’Italia, Lega, Udc, Valentina Luise Sindaco e Civica Barison).

Elezioni Albignasego, il confronto dei candidati sindaco Bettella e Luise

Vi chiediamo una parola, una sola, per qualificare il vostro programma elettorale.

Alberto Bettella: «La parola che userei è “comunità”. Fa parte del nostro motto, che è “Da Città a Comunità”. La parola “comunità” è legata alle persone, alle relazioni, all’ascolto. Il concetto è che non basta fare bene le cose, ma bisogna farle insieme».

Valentina Luise: «La parola che rappresenta il nostro programma è “continuità”, che poi è anche il nostro slogan elettorale. Questo perché portiamo avanti un programma che ha una base di dieci anni. Continuità di tutti i servizi pensati per questa città, di tutte le opere che abbiamo programmato. Certo, nello stesso tempo anche cercando di metterci un’energia nuova, con un nuovo candidato sindaco, che sono io. Riteniamo che il nostro modello di amministrazione sia vincente e d’esempio per i Comuni limitrofi».

Il dibattito in redazione
Il dibattito in redazione

C’è da sfatare il tema ricorrente “Albignasego è il dormitorio di Padova”: lo faccia in poche battute.

Luise: «Io penso che Albignasego sia una città viva e che questa definizione non descriva questa comunità: durante il giorno i cittadini vanno a lavorare - la nostra è una città giovane e sì, si svuota in questa fase -, ma quando è il momento di uscire da questo ritmo li vediamo partecipare alla vita cittadina. Anche io lavoravo fuori e rincasavo solo la sera. Da quando è nato mio figlio ho iniziato a vivere Albignasego, dove ho trovato una comunità di persone davvero viva».

Bettella: «Si parla di una città dormitorio perché alla base c’è una città organizzata che attira residenti, ma questa descrizione non rende giustizia alla vita della comunità di Albignasego. Va però detta una cosa: alla gente qui non mancano gli eventi occasionali, ma dietro a questi appuntamenti non c’è una programmazione che valorizzi l’appartenenza. I giovani che ho incontrato mi dicono che non si sentono coinvolti, che non vivono una situazione di prossimità nei quartieri e non hanno centri di aggregazione. La presenza di molti parchi - una bella esperienza di Albignasego - non è sufficiente per dire che qui c’è vita».

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La questione demografica non è trascurabile, visti gli 8.000 abitanti in più in vent’anni. Albignasego è una città che deve continuare a crescere o che deve fare un passo indietro su questo fronte per confermare una propria identità?

Bettella: «L’espansione di Albignasego non è un caso, ma il frutto di una strategia specifica. Oltre alla crescita, che vuol dire anche appeal e va preservata, bisogna però trovare un equilibrio. Questi trend sono accompagnati da una serie di problematiche irrisolte, causate ad esempio da quella che definisco la “turbo edilizia”. Un Comune come il nostro merita una qualità di vita maggiore. È arrivato il momento di ripensare questo modello di sviluppo, gestendo la crescita con misura e trovando un equilibrio a favore dei cittadini».

Luise: «Io auspico che per Albignasego continui a esserci una crescita. Significa che quello che stiamo facendo è positivo e ben fatto e che la gente vuole venire ad abitare nel nostro Comune. Albignasego è diventato un punto di riferimento. In otto anni da assessora all’urbanistica credo di aver dato un contributo all’espansione aumentando la qualità, non la quantità. La crescita finora è stata abbinata a tanti servizi. La gente viene qui non solo perché ci sono le case, ma perché c’è una buona qualità della vita».

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Rimanendo in tema di demografia, andiamo ai due estremi: qual è la proposta più importante del vostro programma dedicata ai giovani e quale quella per la fascia più anziana?

Luise: «Per avvicinare i giovani dobbiamo usare il loro stesso linguaggio. Abbiamo intenzione di creare un forum digitale dove i ragazzi possono incontrarsi, discutere e proporre idee. Le proposte verranno portate avanti attraverso il bilancio partecipato dei giovani, per far vedere loro come si possono realizzare le idee. Negli anziani la cosa più importante da combattere è invece la solitudine. Abbiamo tanti servizi: dal centro anziani all’università degli adulti. Attraverso questi progetti dobbiamo mantenere questa fascia protagonista, anche mettendoli a confronto con i giovani. Ho visto poi tanti anziani che hanno voglia di fare sport e mantenersi in salute: vorremmo coinvolgerli maggiormente nell’attività sportiva».

Bettella: «I giovani chiedono coinvolgimento e partecipazione di prossimità nei quartieri. Nel nostro programma, assecondando le loro richieste, abbiamo inserito il consiglio comunale dei giovani con un plafond annuale per iniziative pensate da loro. Lo vogliamo rinnovare di anno in anno perché siano padroni di una progettualità realizzata nel concreto. La seconda proposta è una scuola di formazione sociopolitica che possa diventare un punto di riferimento e aiuti i giovani a sentirsi vivi all’interno di un mondo politico. Per rispondere al bisogno della prossimità vogliamo progettare, costruire e avviare centri di aggregazione nei diversi quartieri. Gli anziani sono una sfida per tutti. Vedo due direttrici principali: il rafforzamento dei servizi di trasporto e il cohousing. Questa proposta combatte la solitudine valorizzando dall’altra parte la loro presenza, allargando l’esperienza in un’ottica di intergenerazionalità. Le esperienze positive vanno rafforzate, penso all’università degli adulti».

 

Albignasego ha avuto spazio nelle cronache recenti per i ripetuti casi di violenza giovanile, tra risse, episodi di bullismo e intimidazioni tra giovani coetanei. Che lettura date?

Bettella: «È un fenomeno da non sottovalutare. Il nostro territorio, essendo prima cintura urbana, ha una vicinanza alla città di Padova: penso al quartiere Sant’Agostino, che è la parte più coinvolta in questi episodi, una porta di accesso da cui entrano queste baby gang. Situazioni di questo tipo devono avere da un’amministrazione due tipi di risposte. La prima: la collaborazione con le forze dell’ordine, con un rafforzamento dei controlli nelle zone più a rischio, come peraltro si sta facendo. Bisogna cercare di creare una deterrenza. Però non può bastare e non è questa l’azione prioritaria e risolutiva. Occorre creare nei quartieri dei punti di aggregazione sani, riconoscibili dalle famiglie, vissuti. I genitori di Sant’Agostino, durante questa campagna elettorale, mi hanno chiamato per segnalare una forte esigenza di questo tipo: è un problema sentito».

Luise: «Quello che è successo ad esempio negli ultimi due fine settimana, durante la sagra, rappresenta casi sporadici. Conosciamo cosa fanno queste baby gang: si danno appuntamento qui, ma è gente che viene da fuori. Negli ultimi episodi nessuno dei coinvolti era residente in questo Comune. Non è una situazione così grave, è successo in due occasioni di festa. Le famiglie non si sono nemmeno rese conto della situazione, anche grazie al pronto intervento della polizia locale e dai carabinieri con cui continuiamo ad essere in contatto. L’unità cinofila in uso alla polizia locale, per attività come queste, è stata una scelta vincente. Dotarsi di una unità cinofila non significa che abbiamo problemi ma che vogliamo controllare meglio il nostro territorio. A Sant’Agostino ci sono stati degli episodi preoccupanti, vero, da parte di ragazzi che provengono dalla Guizza. Da mamma sono preoccupata, non lo nascondo: si tratta di ragazzi che danno il peggio di loro stessi, spesso istigati da ragazze che filmano le loro bravate e hanno un ruolo fondamentale. I cittadini devono fare una cosa: segnalare».

 

Siete il secondo Comune della provincia, ma vi manca un istituto di istruzione superiore. Lo considerate un limite? Vi attiverete in tal senso? Esistono altri servizi che una grande città dovrebbe avere e che mancano?

Luise: «Abbiamo avviato l’iter per ospitare un istituto superiore all’inizio dello scorso mandato. Abbiamo comunicato alla Provincia che abbiamo la disponibilità dell’area nella zona dell’auditorium a San Lorenzo. La Provincia ha fatto uno studio di fattibilità. Quello che ci sta facendo riflettere è l’inverno demografico che non coinvolge solo Albignasego: c’è l’utenza necessaria a rendere sostenibile un nuovo plesso? Per noi sarebbe importante avere questo servizio, è un impegno che abbiamo nel programma elettorale. Un altro servizio che manca? Sicuramente la casa di riposo».

Bettella: «Non possiamo che essere favorevoli ad avere un istituto di scuola superiore. La scuola è una progettualità che guarda al futuro. La scelta deve essere supportata da una valutazione di quella che sarà l’utenza nei prossimi anni e da un riscontro con i cittadini su quale indirizzo privilegiare. Non c’è dubbio che su Albignasego transita anche tutta la popolazione che dalla Bassa va verso la città. Tra le opere che mancano c’è la pista di atletica, che deve essere un impegno con tempi certi e più veloci possibili».

 

Avete un assegno a sei zeri da spendere interamente per un’opera per Albignasego: qual è il vostro sogno?

Bettella: «Ribadisco la mia priorità alla pista di atletica, un progetto che ci renderebbe centrali in tutta la provincia. Interverrei poi sulla viabilità e sul dissesto idrogeologico del nostro territorio. È stato reso fragile anche dalla già citata “turbo edilizia” degli ultimi anni. Un investimento importante».

Luise: «Io lo spenderei per la pista di atletica. Oggi costa cinque milioni di euro, ma probabilmente quando arriveremo a realizzarla ne costerà sei. Abbiamo parlato con le associazioni sportive del territorio che puntano a utilizzarla rendendola anche un servizio per tutta la provincia: ha le caratteristiche idonee per competizioni nazionali».

 

Il traffico di via Roma è un cronico problema cittadino. Come risolverlo?

Luise: «Questa amministrazione su questo tema ha avuto una visione chiara e strategica fin dal Pati che coinvolge anche Padova e i Comuni contermini. Sia chiaro: prima di parlare di tram, dobbiamo risolvere il problema di via Roma. Siamo intervenuti nel nostro territorio con degli interventi finanziati con risorse comunali, per sgravare con opere collaterali via Roma. I dati a nostra disposizione dicono che fino a via Verona c’è ora una viabilità alternativa che ha permesso di ridurre il traffico in quest’area. Lo studio di fattibilità, pagato da Albignasego, indica che manca un tratto che costa 4,5 milioni di euro, che Albignasego sollecita dal 2019. Siamo disponibili a metterci 3,5 milioni. Sergio Giordani a Padova ha chiesto di parlare con il suo gruppo di maggioranza ma siamo a uno stallo, purtroppo è un problema politico loro. Continueremo portare avanti questa proposta. Sul tram non c’è nessun tipo di preclusione, inutile però parlare di tram finché via Roma è in queste condizioni. Un’ultima considerazione: il nostro traffico non è causato da “turbo edilizia” o crescita demografica, qui i transiti sono perlopiù di passaggio».

Bettella: «La crescita esponenziale che Albignasego ha registrato non poteva che creare una crescita esponenziale di traffico. Di fatto si è assistito a uno sviluppo che non ha tenuto conto di una progettualità parallela, che doveva creare una viabilità sostenibile. Alcuni Comuni hanno investito nel miglioramento della viabilità di pari passo alla crescita demografica, mentre Albignasego non l’ha fatto. Non è stata considerata una priorità. Tram? Si può ipotizzare l’avvio di uno studio di fattibilità completo che coinvolga tutta la popolazione e che guardi al futuro. È una necessità: chi attraversa Albignasego in auto passa ore e ore in coda».

 

C’è un modello di gestione comunale, nel Padovano, che guardate con ammirazione, e un politico o amministratore veneto o nazionale a cui puntate come modello?

Luise: «Penso che la nostra sia un’ottima amministrazione e quindi non posso che dirmi ammirata dal nostro modello: Albignasego è diventato un punto di riferimento con cui confrontarsi. Ci sono sempre cose da imparare anche negli altri Comuni: un esempio, i centri ricreativi che proponiamo nascono da un’esperienza vista a Udine. Un politico di riferimento per me è Filippo Giacinti. Ho visto l’amore che ha messo per il suo Comune e che ora mette in Regione: mi auguro di essere come lui, magari un po’ meno ansiosa».

Bettella: «Non ho un riferimento in altri enti. In questa fase di costruzione del programma e di campagna elettorale abbiamo dato vita a un modello amministrativo che per me è sistema a cui guardare come riferimento serio. Nemmeno a livello politico saprei indicare una figura precisa, anche se in questo percorso ho incontrato molti rappresentanti politici con cui condivido valori».

 

Non c’è attinenza con la vita amministrativa di Albignasego, ma vogliamo chiudere con uno sguardo al mondo. La notizia d’attualità del giorno sono gli spari delle forze israeliane contro la Flotilla: come valuta l’attivismo di questo organismo?

Bettella: «È un tema delicato. Sulla Flotilla ci sono persone che coltivano valori profondi come quelli della pace, della solidarietà e dell’inclusione e per questo ho pieno rispetto di loro. Quei principi sono la premessa del nostro programma, e non a caso. Dovremmo rimettere al centro la pace e la ricerca del dialogo nonostante le differenze di pensiero».

Luise: «Non mi sento in grado di dare una risposta su questo argomento. E, a essere sincera, sono giorni che non leggo la stampa internazionale perché seriamente impegnati su altri fronti».

 

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