Allagamenti, Padova mette 4 milioni per la sicurezza idraulica

L’investimento della giunta in vista dei temporali estivi. Più fondi e mezzi anche alla Protezione civile

Le immagini delle strade sommerse e dei garage allagati nell’agosto dello scorso anno sono ancora nitide nella memoria dei padovani. Per questo l’amministrazione ha messo in campo un piano d'azione concreto. Mentre l’iter del nuovo Piano delle acque prosegue verso l’adozione in consiglio, la giunta ha deciso di rompere gli indugi: sono pronti 4 milioni di euro (finanziati tramite mutuo) per interventi immediati di messa in sicurezza, che salgono a 6 milioni grazie alla sinergia con AcegasApsAmga e Consorzio di Bonifica.

Cantieri nei quartieri: la sfida dei 32 chilometri

Il cuore dell'operazione riguarda la "rete minore", quella che spesso, se trascurata, trasforma un temporale in un’emergenza. Il Comune interverrà su 32 chilometri di rete di deflusso (su un totale di 92 km cittadini). I lavori, che si svilupperanno nell’arco di due anni, prevedono la pulizia sistematica delle caditoie, l’espurgo delle condotte e il risezionamento dei fossati.

I primi risultati sono già misurabili: tra agosto 2025 e maggio 2026 sono state ripulite 18.000 caditoie nelle zone più critiche. "Con questi nuovi fondi – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici, Luigi Alessandro Bisato – riusciremo a intervenire su tutta la città in tempi ridotti, raddoppiando la nostra capacità operativa".

Più fondii alla Protezione Civile

Non solo manutenzione, ma anche gestione dell'emergenza. Una quota di 400.000 euro è stata destinata al potenziamento della Protezione Civile. L’arsenale tecnologico e logistico si arricchirà di tre carrelli attrezzati per il pronto intervento, due pick-up, una macchina insacchettatrice per la sabbia e, novità assoluta, un drone per il monitoraggio dall’alto del territorio durante le criticità. Sarà allestita anche una sala operativa mobile per coordinare i soccorsi direttamente sul campo.

La strategia politica: il Piano delle acque

L’operazione non nasce nel vuoto, ma è il frutto di un emendamento al Documento Unico di Programmazione presentato da Coalizione Civica e Partito Democratico. Un lavoro di raccordo tra le istanze dei cittadini (particolarmente attive le Consulte 4A e 4B) e la macchina amministrativa.

"Abbiamo trasformato le segnalazioni in politiche attive", sottolinea la consigliera Chiara Gallani, mentre Marco Concolato (PD) evidenzia come il Piano delle Acque sia lo strumento urbanistico chiave per adattare Padova ai cambiamenti climatici. L’assessore all’Ambiente, Andrea Ragona, rivendica la scelta di anticipare i tempi: "Le emergenze, se gestite con anticipo, diventano criticità affrontabili. Stiamo costruendo una strategia di lungo periodo per la mitigazione climatica".

Padova prova così a farsi trovare pronta: tra pulizia dei fossi e droni hi-tech, la sfida al "climate change" passa per una manutenzione che non può più essere considerata ordinaria.

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