Pacchi Amazon non ritirati al mercato del sabato in Prato della Valle

La novità dei blind sale tra i banchi a Padova. Ogni confezione costa almeno 10 euro. Sempre più merce esposta alla rinfusa: le proteste degli ambulanti più anziani. Ma sono pochi gli acquirenti: in molti pensano che nelle confezioni ci sia solo «cineseria»

Daniela Gregnanin
Il banchetto con i pacchi Amazon non ritirati al mercato in Prato della Valle
Il banchetto con i pacchi Amazon non ritirati al mercato in Prato della Valle

Pacchi e ancora pacchi. Nulla però a che vedere con il gioco tv di Stefano De Martino sulla Rai. Semplicemente in Prato della Valle è arrivato il fenomeno dei pacchi Amazon da acquistare a scatola chiusa. Sono i famosi “blind sale”, ovvero quello delle confezioni mai ritirate, perse o rese, che finiscono all’asta o in lotti di liquidazione per poi essere venduti a peso o a prezzo forfettario a chi ne fa richiesta.

Questa new entry commerciale al dettaglio, racconta di un mercato del sabato attorno all’Isola Memmia che sta cambiando pelle, da eterogeneo e ambito dagli addetti del settore segna oggi il passo dei tempi. Ormai oltre 50 bancarelle non food su 190 totali – che ne includono inoltre 27 di piante e fiori e 15 di frutta e verdura in zona lobo di Santa Giustina – hanno reso il mercato del sabato una sorta di bazar delle pulci, dove tutta la merce sulle postazioni viene messa alla rinfusa con prezzi allettanti che partono da meno di un euro e che non sfondano mai la soglia dei 40.

La comparsa delle “mistery boxes” sulle bancarelle padovane, allinea il mercato della città del Santo con quelli della capitale e di tante altre province. Tra l’altro a portare avanti il nuovo che avanza e cioè un mercato fatto di offerte sensazionali e di qualità bassa, sono soprattutto immigrati pakistani o indiani, che a colpi di ribassi e di offerte stracciate, minano il lavoro di chi ha per decenni investito su un’attività di famiglia, fatta di tradizioni e di qualità dei prodotti, almeno secondo le denunce degli ambulanti presente da più tempo.

Il prezzo proposto sabato 24 gennaio per una scatola misteriosa in origine gestita del colosso dell’e-commerce, per molti poteva essere anche allettante: 10 euro, ma ormai i più smaliziati sanno che in generale si tratta di una sorpresa amara. Il contenuto solitamente include oggetti di basso valore: cineserie, piccoli gadget, insomma nulla di valore. Ovviamente a caratteri cubitali si sottolineava che la merce non può essere né cambiata o sbirciata prima dell’acquisto.

Sabato mattina ressa davanti al “banchetto delle sorprese” comunque non ce n’era, a tutti forse è parso chiaro di non poter concludere l’affare di una vita.

Per gli amanti del rischio e del virale unboxing forse tramite un’attenta lettura delle etichette, sarebbe stato possibile comprendere cosa fosse contenuto nei vari box, ma statistiche alla mano la delusione in queste occasioni pare sempre dietro l’angolo.

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