Il Pojana sindaco di Padova, Pennacchi lancia la candidatura: «Con me non c’è storia»

L’attore padovano annuncia per scherzo la candidatura davanti a oltre 500 persone a Monselice. E lancia la sfida a Marcato e Micalizzi: «Con me non c’è storia»

Giada Zandonà
Andrea Pennacchi candidato sindaco di Padova: «Pojana sindaco»
Andrea Pennacchi candidato sindaco di Padova: «Pojana sindaco»

Il primo candidato sindaco di Padova è uscito allo scoperto. Se da un lato Roberto Marcato, Andrea Micalizzi e Antonio Bressa non hanno ancora formalizzato la loro discesa in campo, a rompere gli indugi ci ha pensato Andrea Pennacchi, in arte il Pojana. L’attore padovano ha annunciato la propria candidatura martedì sera, davanti alle oltre 500 persone accorse al parco Buzzaccarini di Monselice per la chiusura di Ekopark Festival. Anche il nome della lista è già pronto: Pojana sindaco.

La candidatura, naturalmente, è una boutade nata durante la conversazione con Ivan Grozny, reporter, giornalista ed esperto di comunicazione politica, mentre i due parlavano della politica veneta e delle elezioni chiamate a stabilire chi prenderà il posto di Sergio Giordani alla guida della città. In un momento storico in cui la realtà riesce spesso a superare la satira, viene naturale non liquidare troppo in fretta l’annuncio.

«Ho sentito il richiamo di dolore che viene dai tassisti e da tutta una serie di categorie che non ne possono più», ha spiegato con tono solenne, «sono persone che hanno dolori e sofferenze inaudite, che non trovano voce da nessuna parte e che finalmente hanno visto in me la figura che porterà le loro lamentele a essere ascoltate da tutto il mondo». Il perimetro della coalizione, del resto, appare molto ampio: «Lasciate che i bambini, le donne, gli uomini e gli anziani vengano a me, nel senso buono, ovviamente», ha proseguito il Pojana, prima di rivolgere l’appello alle categorie dimenticate dalla politica, «lasciate che vengano a me anche tutti quelli rovinati dalle amministrazioni future e passate, che hanno delle lamentele, delle invidie o anche dei piccoli problemi quotidiani. Io li guarirò».

Se il tono messianico potrebbe far storcere il naso agli avversari, la corsa elettorale punta tutta sulla trasparenza: «Il mio programma è quello della corruzione più profonda. Nel senso che intendo essere estremamente e onestamente corrotto». Il candidato attende quindi proposte da entrambe le parti: «Devono essere proposte serie di corruzione, ovviamente accompagnate da buste con banconote di piccolo taglio e non marcate», ha precisato.

Dietro alla candidatura c’è anche un precedente che risale a una decina d’anni fa, quando Pennacchi e Grozny si erano già gettati ironicamente nell’arena politica lanciando la campagna #PennacchiSindaco, capace di raccogliere un notevole seguito. Nella precedente corsa alla carica di primo cittadino la candidatura del Pojana era rimasta una provocazione, una presa in giro dei linguaggi, dei rituali e delle promesse della politica, ma questa volta forse ci potrebbe essere qualcosa di più.

«Ai miei amici storici Marcato e Micalizzi lo dico apertamente: con me non c’è storia. Questo è l’unico dolore che viene da quella che è una corsa trionfale alla vittoria. Io sono molto più adatto di chiunque altro a governare Padova, votatemi», conclude Pennacchi.

 

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