Aps, fusione taglia tasse per 9 milioni

Padova avrà un’unica società per gestire i servizi: dai parcheggi alla pubblicità. E qualche “poltrona” in meno
Di Claudio Malfitano
MARIAN - PARK SAN BIAGIO. DA SX: RICCARDO BENTZIK E PATRIZIO BERTIN
MARIAN - PARK SAN BIAGIO. DA SX: RICCARDO BENTZIK E PATRIZIO BERTIN

Un’unica società partecipata che gestirà tutti i servizi comunali, un solo consiglio d’amministrazione al posto di tre, ma soprattutto un risparmio per la città di alcuni milioni di euro.

È la posta in gioco della fusione tra le tre società Aps, licenziata dalla giunta martedì scorso e in discussione mercoledì in consiglio comunale. Nell’aula di Palazzo Moroni probabilmente ci sarà il voto favorevole (o un’astensione) anche da parte della minoranza. Minoranza che ha reso possibile la calendarizzazione della delibera nella conferenza dei capigruppo come «atto di responsabilità» nei confronti dei padovani.

La nuova società. L’operazione prevede la fusione di Aps Finanziaria e Aps Opere e servizi nella società “madre” Aps Holding. È necessaria anche una “fusione inversa” perché la Finanziaria ha il 24,7% delle azioni della Holding, mentre il restante 75,3% è del Comune. Alla fine dunque ci sarà una società con un capitale di 49.702.136 euro di proprietà per il 99,98% di Palazzo Moroni e per lo 0,01% del comune di Vigonza.

Meno poltrone. «Con la riorganizzazione societaria proposta – si legge nella relazione – si ottiene una ottimizzazione della gestione delle risorse e dei flussi economico-finanziari derivanti dalle attività attualmente frazionate in capo alle tre società». Ma non solo: ci sarà un solo cda composto da tre persone. Oggi invece Aps Holding ha un presidente, cioè Paolo Rossi (32.400 euro lordi annui di compenso), e due consiglieri: Gregorio Cavalla (ex consigliere comunale oggi di fede bitonciana, con compenso di 8.100 euro) e Silvia Greguolo (funzionaria del Comune che non prende compenso). Le altre due società invece hanno entrambe un amministratore unico: per la Finanziaria c’è Roberto Baggio, commercialista con compenso lordo di 28.800 euro all’anno. A guidare Aps Opere e servizi è invece Riccardo Bentsik.

Le perdite detratte. C’è un altro motivo però per cui la fusione è necessaria, e c’è anche una certa urgenza nel portare a casa il sì del consiglio comunale. Per effetto delle perdite degli anni scorsi (dovute soprattutto al trasporto pubblico, ceduto da maggio 2015 a BusItalia) Aps Holding ha accumulato perdite per 19 milioni e 719 mila euro, di queste però 9.328.074 euro sono fiscalmente deducibili. Ma solo se la procedura di fusione, che richiede circa 80 giorni, sarà completata entro il 31 dicembre. Ecco perché l’opposizione non ostacolerà l’operazione: nessuno pensa di far perdere alla città la possibilità di risparmiare le tasse sui 9 milioni.

I servizi comunali. Dal gennaio 2017 dunque Padova avrà una sola società comunale che si occuperà dei servizi, come previsto dalla legge Madia che impone il taglio delle partecipate. Aps Holding si troverà quindi a gestire i parcheggi pubblici, il car sharing, l’impianto fotovoltaico di Ponte San Nicolò, il forno crematorio al cimitero, il deposito e le due nuove carrozze del tram (in locazione a BusItalia), la sublocazione di spazi per antenne ai gestori di telefonia mobile, 8 postazioni autovelox per conto del Comune, gli uffici dell’accoglienza turistica e infine gli spazi pubblicitari in città e nei comuni limitrofi, grazie a Aps Advertising.

c.malfitano@mattinopadova.it

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