Arcella, allarme immigrati «Qui il quartiere scoppia»

ARCELLA. Gli ultimi dati ufficiali, resi pubblici dal Comune, in collaborazione con la Caritas, hanno accertato che, all’interno della Circoscrizione Arcella, il 25% degli abitanti proviene da fuori Italia. In pratica una persona su quattro è straniera. Un dato che non si registra in nessun altro quartiere e neanche in nessun’altra circoscrizione di città ad alta densità d’immigrati, tra cui Vicenza, Treviso, Torino, Milano e Roma. ù
Immediata la reazione da parte della presidente del Consiglio di Quartiere 2, del coordinatore del comitato «Arcella, un Quartiere, una Città» e del capogruppo del Pdl, Antonio Foresta, residente in zona Borgomagno da 20 anni. «Non sono per niente razzista e tanto meno sono contro l’immigrazione», spiega Luisella Rettore, «ma, a questo punto, visto che oltre gli immigrati regolari, in mezzo a noi vivono altre migliaia di persone senza un regolare permesso di soggiorno oppure tantissimi rumeni e moldavi non registrati, l’amministrazione comunale non può continuare a governare l’arrivo a Padova e in particolare all’Arcella con gli stessi criteri di vent’anni fa. La nostra circoscrizione è come un lago. Se nell’acqua che va da Borgomagno a Pontevigodarzere ci si mettono troppi pesci, il lago muore. Ivo Rossi ha portato a Palazzo Moroni un po’ di novità, ma se, alle prossime elezioni, vuole il voto anche dei 41.000 abitanti dell’Arcella, deve conquistarselo sul campo. Ossia deve mettere in campo delle politiche concrete per non far arrivare nella nostra circoscrizione altri immigrati. Gli amministratori di Palazzo Moroni devono individuare nuovi deterrenti sociali per non farli più arrivare nei rioni del nostro, tormentato, quartiere. Ad esempio i dirigenti dell’Ater devono fare il possibile, quando assegnano nuovi alloggi alle famiglie degli immigrati, non dovrebbero sistemarli più all’Arcella, ma in altre zone della città, dove la densità degli stranieri è molto più bassa».
Brevi, ma ugualmente pungenti, i commenti del presidente del comitato e del capogruppo in Comune del Pdl. «Il problema ha una valenza nazionale», dice Orazio Marcon, «bisogna subito cambiare la legge Bossi-Fini introducendo normative più rigide anche nei confronti dei ricongiungimenti familiari».
A muso duro il giudizio di Foresta. «Sia Flavio Zanonato sia Ivo Rossi non hanno mai capito che l’immigrazione in città è il problema dei problemi. La repressione da parte delle forze di polizia serve a poco se non è accompagnata da una politica oculata che mira non far arrivare a Padova altri immigrati visto che l’Italia è ancora all’ultimo posto tra i Paesi europei per il mancato sviluppo economico e per la mancanza di lavoro».
Felice Paduano
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