Arcella, giù il vecchio capannone: al suo posto uno studentato di tre piani

Il nuovo edificio sorgerà in via Romolo Fowst 7, all'altezza del cavalcavia. Il disegno dell’architetto Simone Bedin supera i 2.000 metri cubi

Gianni Belloni
Il capannone dismesso dell'Arcella che sarà demolito per far posto al nuovo studentato
Il capannone dismesso dell'Arcella che sarà demolito per far posto al nuovo studentato

Un nuovo studentato si affaccia sull’asse nord della città, in quella porzione di Arcella, l'area Borgomagno, che un tempo rappresentava uno dei cuori produttivi di Padova e che oggi continua a cambiare pelle tra logistica, intrattenimento, luoghi di culto e servizi, in un mosaico urbano sempre più eterogeneo. È stata presentata di recente un’istanza per la realizzazione di una struttura ricettiva per studenti in via Romolo Fowst 7, all'altezza del cavalcavia.

Il progetto insiste su un lotto oggi occupato da un capannone dismesso, a ridosso del punto vendita della Cooperativa Veneta Scout. Un contesto che racconta bene la trasformazione dell’ex asse industriale cittadino, quello che corre da via Annibale da Bassano fino a via Venezia: magazzini e depositi che, negli anni, hanno lasciato spazio – alla rinfusa, occorre dire – a nuove funzioni urbane.

La proposta

La proposta prevede la demolizione del vecchio capannone esistente e la costruzione di un nuovo fabbricato di tre piani fuori terra, destinato a studentato. Dal punto di vista urbanistico, l’intervento si inserisce in una destinazione già classificata come turistico-ricettiva – e comunque in un'area destinata alla riqualificazione – rendendo quindi coerente la funzione prevista. C’è però un passaggio non secondario sul piano amministrativo.

Il progetto, firmato dall’architetto Simone Bedin per conto dei proprietari Franco Luise e Giuseppina Veronese, supera infatti i 2.000 metri cubi di volume. Una soglia che, secondo quanto stabilito dalla legge regionale Veneto 2050 del 2019 — che ha aggiornato il cosiddetto Piano Casa — rende necessario il passaggio in Consiglio comunale per l’approvazione. Al momento, i proponenti, al di là della presentazione formale al settore edilizia privata, non hanno avuto interlocuzioni con Palazzo Moroni, ma l’iter è destinato a entrare nel vivo nelle prossime settimane.

L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio che vede moltiplicarsi in città i progetti legati alla residenzialità studentesca.

Tre progetti in attesa di approvazione

In attesa di approvazione vi sono ora tre progetti, oltre a quello di via Fowst: in via Fra Paolo Sarpi n. 38, accanto a quello in costruzione (59 mila metri cubi ad affaccio sulle mura cinquecentesche), in via Martiri Giuliani e Dalmati n. 4 all'incrocio con via Arimondi – oggetto di trattative in corso per la definizione della volumetria – e un piccolo intervento (46 posti letto) in via Abba 39, di fronte al Gran Teatro Geox, dall'altro lato della tangenziale. A questi si aggiungono gli interventi già autorizzati o in fase avanzata, che stanno ridisegnando interi comparti urbani.

Come è noto, tra interventi già approvati, cantieri aperti e nuove proposte, Padova sta vivendo una fase di forte espansione dell’offerta di alloggi per universitari. È un modello favorito da tre fattori convergenti: la cronica carenza di investimenti pubblici nel diritto allo studio, l’aumento degli studenti universitari e la loro crescente internazionalizzazione, e le sovvenzioni del Pnrr. Questi fattori, uniti al fatto che ci troviamo di fronte a rendimenti elevati (affitti di unità piccole), sicuri (genitori come garanti) e stabili (possibilità di locazioni turistiche nel periodo estivo), ne fanno un investimento particolarmente appetibile.

E per questo operazioni di questo tipo stanno progressivamente saturando le aree ancora in cerca di destinazione, soprattutto nei quartieri di cintura. Con quali effetti complessivi sull'equilibrio urbano sarà tutto da vedere.

A differenza di altri interventi recenti, il progetto di via Fowst non beneficia di finanziamenti Pnrr, ma si muove interamente su iniziativa privata, confermando un interesse ormai consolidato da parte degli operatori immobiliari per questo segmento di mercato.—

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