Beata Eustochio, via alla causa per cercare le prove della santità
Sabato 9 maggio sarà avviata l’inchiesta diocesana per la causa di canonizzazione. Lucrezia Bellini è nata a Padova ed è sepolta in Cattedrale

Sabato 9 maggio alle 11 il Duomo sarà al centro di un momento significativo per la Chiesa padovana: l’avvio ufficiale dell’inchiesta diocesana per la causa di canonizzazione della Beata Eustochio Bellini, al secolo Lucrezia Bellini. Proprio in Cattedrale è conservato il corpo della religiosa, figura che nei secoli ha suscitato devozione popolare e interrogativi storici. E che ora si appresta a diventare santa.
La cerimonia e i giuramenti
La mattinata si aprirà con una liturgia della Parola, seguita dall’intervento del vescovo di Padova Claudio Cipolla. Quindi il momento dei giuramenti: davanti all’assemblea presteranno impegno i membri del tribunale ecclesiastico che seguirà la fase diocesana, con mons. Tiziano Vanzetto delegato episcopale, mons. Antonio Oriente promotore di giustizia, la notaio Cristina Pallaro e la notaio aggiunto Maria Rocca. Giureranno inoltre il postulatore diocesano, il benedettino Christian Gabrieli, e la vicepostulatrice Giovanna Alchini.
L’apertura dell’inchiesta segna un passaggio decisivo: da questo momento verranno raccolte testimonianze sulla fama di santità, sulla devozione e sul culto attuale della beata. Un percorso che riporta al centro della vita religiosa cittadina una vicenda radicata nella Padova del Quattrocento.
Una vita tra sofferenza e fede
Nata nel 1444, figlia illegittima di una monaca e di Bartolomeo Bellini, Lucrezia fu segnata fin dall’infanzia da un contesto familiare difficile. Ancora bambina fu affidata al monastero benedettino di San Prosdocimo, dove maturò la scelta religiosa. Qui, in un ambiente attraversato da tensioni e scandali, decise di restare anche dopo la fuga di molte consorelle, prendendo il nome di Eustochio. La sua vita monastica fu segnata da ostilità e fenomeni che i contemporanei interpretarono come possessioni demoniache. Nonostante ciò, la religiosa fu riconosciuta per la sua capacità di affrontare le avversità con pazienza, carità e fede, fino alla morte nel 1469.
Un primo riconoscimento ufficiale arrivò nel 1760, quando papa Clemente XIII ne confermò il culto con la beatificazione equipollente. Più recentemente, la pubblicazione del volume dedicato alla beata ha contribuito a riaccendere l’attenzione sulla sua figura, offrendo una ricostruzione storica basata su fonti archivistiche.
Padova al centro del percorso
Ora, con l’avvio dell’inchiesta diocesana, Padova torna protagonista di un cammino che intreccia fede, storia e identità cittadina. L’apertura di questa fase diocesana comporterà la raccolta di testimonianze sulla fama di santità, sulla devozione e sul culto attuale goduto dalla beata.
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