Arcella, tra rifiuti ed escrementi il covo dei pusher: «Qui succede di tutto»

I cittadini denunciano due zone critiche all’Arcella: via Dalmazia e San Carlo

Alice Ferretti
Lo stabile in via Dalmazia (Foto Bianchi)
Lo stabile in via Dalmazia (Foto Bianchi)

Bastano poche centinaia di metri per attraversare due delle situazioni che i residenti dell’Arcella indicano come simbolo del degrado del quartiere.

Da un lato lo stabile abbandonato accanto al parco Totem, in via Dalmazia, dove un cancello aperto conduce in un giardino invaso da rifiuti, cartoni, vestiti ed escrementi.

Dall’altro l’area pedonale adiacente alla chiesa di San Carlo, riqualificata negli ultimi anni ma che, secondo chi vive la zona, è diventata teatro di spaccio, bivacchi e continui episodi di inciviltà.

Due luoghi accomunati dalle numerose segnalazioni dei cittadini, che chiedono interventi per restituire sicurezza e decoro.

Via Dalmazia

La prima immagine è quella dello stabile dismesso che costeggia il parco Totem. Un vecchio cancello rimasto aperto permette ancora oggi di entrare nel giardino dell’immobile. A terra si accumulano cartoni, rifiuti di ogni genere, vestiti abbandonati ed escrementi.

Abitazione abbandonata in via Dalmazia
Abitazione abbandonata in via Dalmazia

L’edificio è stato blindato per impedirne l’accesso, ma all’interno restano evidenti i segni del passaggio di persone che vi hanno bivaccato. Il giardino invece continua a essere frequentato.

Una situazione che da tempo viene segnalata dai residenti e sulla quale è intervenuto anche il consigliere comunale Udc Luigi Tarzia: «Proprio qui la polizia ha trovato in questi giorni della refurtiva. Il parco è in condizioni terribili e va messo in sicurezza l’ingresso dell’immobile accanto. L’amministrazione comunale deve imporlo alla proprietà per sicurezza», ha detto.

La richiesta dei cittadini è quella di impedire definitivamente l’accesso all’area, eliminando un punto che continua ad attirare frequentazioni indesiderate a pochi passi dal parco.

San Carlo

Spostandosi verso la chiesa di San Carlo, il quadro sembra non cambiare. A denunciarlo sono Christian e Dario, residenti del quartiere, che raccontano come l’area riqualificata accanto alla chiesa sia progressivamente precipitata nel degrado.

Ricordano che il campo, un tempo in stato di abbandono, è stato trasformato in un’isola pedonale, definendo quell’intervento «un bel passo avanti per il quartiere». Ma aggiungono che «il problema è la gente che lo frequenta e lo stato in cui viene lasciato dopo il passaggio di queste persone».

I residenti parlano di musica ad alto volume soprattutto nei fine settimana, di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti in pieno giorno, oltre al continuo abbandono di bottiglie, lattine, resti di cibo e altri rifiuti, nonostante la presenza di numerosi cestini. Riferiscono inoltre che alcune persone trascorrono la notte nell’area dormendo sui cartoni.

Ciò che più li preoccupa è però la presenza di quelle che sarebbero deiezioni umane dietro ai cespugli. «Ormai si sono presi la libertà di defecare tranquillamente dietro ai cespugli», dicono, sottolineando come quel luogo sia frequentato ogni giorno da famiglie, bambini e persone che portano a passeggio il cane.

«La situazione non è più tollerabile», concludono, chiedendo un intervento che restituisca vivibilità a uno spazio pubblico nato proprio per essere vissuto dal quartiere.

Insomma dallo stabile abbandonato di via Dalmazia all’area verde di San Carlo, il filo conduttore delle segnalazioni sembra essere lo stesso: la richiesta di interventi rapidi per mettere in sicurezza gli spazi e contrastare uno stato di incuria che continuerebbe a peggiorare.

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