Argini invasi da erbacce, fiumi di proteste

Puzzle di competenze tra Regione e Provincia, ma per gli sfalci si devono sempre arrangiare i Comuni
CADONEGHE. Un battibecco tra sindaci, un confronto nella piazza virtuale dei social, ha messo in luce la situazione paradossale degli argini dei fiumi: del Brenta, ad esempio, le scarpate competono al Genio civile, la sommità alla Provincia. Ma sono poi i Comuni a doversi sobbarcare le lamentele dei cittadini che vivono lungo gli argini e si ritrovano i giardini invasi da erbacce, insetti e roditori. E a sobbarcarsi pure la spesa per il taglio dell’erba, sebbene non competa loro. Come è capitato a Cadoneghe, che a proprie spese la scorsa settimana ha provveduto a “rasare” la sommità arginale almeno quel tanto da consentire alle persone che vi transitano in bici o a piedi di passare senza ferirsi strisciando contro rami e rovi.


Averlo scritto su Facebook ha innescato la reazione dei vertici provinciali. Veri gentleman, si sono limitati allo scambio di piccate battute: che però non allontanano né risolvono il problema della gestione della manutenzione degli argini, autentico crogiolo di competenze che non sempre si coordinano, a tal punto che al presidente della Provincia, Enoch Soranzo, tocca interviene come sindaco di Selvazzano a falciare l’erba. «All'ennesima richiesta, la nuova Provincia e il Genio civile della Regione ci hanno comunicato l’ennesimo rinvio a data da destinarsi», aveva commentato su Facebook l’assessore all’Ambiente di Cadoneghe Enrico Nania. «Fine agosto, prima metà di settembre, fine settembre: abbiamo così deciso di intervenire direttamente per sanare una situazione che era diventata a dir poco critica».


Non è tardata la replica del vicepresidente provinciale, nonché sindaco di Loreggia, Fabio Bui, che però sbagliando fiume aveva scritto «La competenza sull’argine del Muson dei Sassi è del Genio civile (ossia Regione), che non eroga risorse sufficienti per lo sfalcio. Tutti i Comuni "rivieraschi" si accollano da anni la manutenzione. Da sindaco ho visto per due volte il Comune andare "a mollo" e ho scritto decine di volte per chiedere di intervenire alla Regione. Se per il tuo Comune è un esordio in questo tipo di intervento, benvenuto tra noi». Avrà anche sbagliato corso d’acqua, ma il problema è lo stesso e il Brenta non è meno “abbandonato” del Muson. Ed ecco il presidente della Provincia prendere parte alla discussione. «A Selvazzano lo facciamo programmato ogni anno con risorse comunali che si aggiungono ai tagli del Genio Civile».


Cristina Salvato


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