Assalto all’oreficeria con la ruspa

RUBANO
Un commando di cinque uomini, armati di fucili a pompa, ha razziato ieri pomeriggio il laboratorio orafo Cizeta della famiglia Zorzan, in via Galvani, nella zona artigianale di Rubano. Per entrare hanno sfondato il cancello e il vetro di una finestra con la pala di una ruspa, rubata poco prima al vivaio Lovisetto in via Mazzini a Villaguattera, poco distante.
Sotto la minaccia delle armi, i banditi hanno immobilizzato le persone presenti e hanno svuotato gli espositori dello show room, contenenti centinaia di gioielli d’oro e pietre preziose: il bottino sarebbe superiore ai 100 mila euro. Al momento dell’irruzione nel laboratorio erano presenti quattro dipendenti, compreso il figlio del titolare, e alcuni clienti. La banda era davvero ben organizzata, perché sapeva esattamente dove rubare una ruspa nei paraggi e come manovrarla. Sapevano anche che dalla finestra che hanno sfondato si accedeva direttamente alla sala espositiva dei gioielli d’oro. Tempi strettissimi, ordini secchi in italiano con accento dell’est europeo, completamente coperti con tute, guanti e passamontagna neri. Hanno prima rubato la ruspa, custodita nella rimessa annessa al vivaio Lovisetto.
«Stavamo lavorando e non ci siamo nemmeno accorti che ci avevano preso la ruspa – racconta la signora Monica, moglie di Mauro Lovisetto, titolare del garden center –. L’abbiamo scoperto verso le 18, quando i carabinieri ci hanno chiamato, dicendo che il nostro veicolo era stato usato in una rapina». Questo significa che uno dei rapinatori ha guidato la ruspa da Villaguattera alla zona artigianale di Rubano, con al seguito l’Audi A 6 con cui poi sono scappati tutti i banditi, una volta messo a segno il colpo.
Usando la pala come ariete, i rapinatori hanno prima sfondato il cancello carraio. Dentro il laboratorio, clienti e dipendenti credevano fosse stato un camion che, sbagliando manovra, avesse colpito la cancellata. Pochi secondi dopo ecco il tonfo del vetro blindato dell’ufficio al piano terra che cade pesantemente a terra, sotto i colpi della pala. Due banditi restano fuori, fucile in braccio, ad impedire che qualcuno scappi. Ad una cliente, che stava entrando nel laboratorio, hanno ordinato di fermarsi lì dove stava. Stesso ordine dato perentoriamente dagli altri tre rapinatori entrati dentro alla sala espositiva attraverso la finestra. Mentre due tenevano sotto mira i quattro dipendenti e il cliente presente, l’altro riempiva dei sacchi con gioielli d’oro e pietre preziose. Pochi minuti ed eccoli salire in Audi e scappare velocissimi verso la regionale. I carabinieri di Rubano son arrivati in pochissimi minuti, ma dei rapinatori e della loro auto non c’era più traccia. Il laboratorio è stato passato al setaccio, alla ricerca di impronte e tracce dei banditi: intanto i carabinieri hanno sentito i dipendenti e i clienti presenti in un’altra parte del laboratorio, che hanno solo udito quanto accadeva dall’altra parte del muro. Bocche cucite, nessuno che ha rilasciato un commento o una dichiarazione. Comprensibilmente la paura è stata parecchia. Solo qualche giorno fa un'altra banda aveva assaltato a colpi di piccone l’argenteria Algema a Cadoneghe: in quel caso hanno atteso l’orario di chiusura per commettere la razzia.
Cristina Salvato
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