Atesia, si terrà a ottobre il referendum consultivo per approvare la fusione

Martedì 16 giugno in Prima commissione a Venezia è arrivato il primo sì di tipo politico alla fusione tra Sant’Elena e Granze

Giada Zandonà
Avanti con la fusione per il nuovo Comune Atesia
Avanti con la fusione per il nuovo Comune Atesia

 

Il conto alla rovescia per il referendum sulla fusione è iniziato. Se i tempi burocratici saranno rispettati, l’ultima domenica di ottobre i cittadini voteranno per decidere se dare vita ad Atesia, il nuovo Comune che nascerà dalla fusione tra Granze e Sant’Elena. Una scelta destinata a segnare il futuro dei due paesi, al termine di un percorso fatto di studi, incontri e confronti con la popolazione.

Incontro in Regione

Martedì 16 giugno i sindaci Damiano Fusaro e Valentina Businarolo hanno presentato il progetto davanti alla Prima commissione del Consiglio regionale del Veneto, ricevendo un primo via libera politico all’iter che porterà al referendum.

«La Regione sta investendo molto sul progetto “Fusioni: obiettivo 500 Comuni” e considera l’accorpamento il miglior strumento per riorganizzare il territorio. Hanno apprezzato il percorso che abbiamo costruito», spiegano i primi cittadini.

Un percorso che i due giovani amministratori rivendicano come una scelta che guarda al futuro: «La fusione significa anche rinunciare ai nostri ruoli per il bene della comunità. Crediamo che l’interesse del territorio venga prima dell’attaccamento alle cariche».

L’audizione rappresenta uno dei passaggi più importanti di un cammino iniziato diversi anni fa. Sant’Elena, che conta circa 2.550 abitanti, aveva valutato in passato altre ipotesi di aggregazione senza arrivare a nessun risultato.

Nel frattempo è maturata l’intesa con Granze, poco meno di 1.900 residenti, realtà confinante con cui esistono già numerose collaborazioni e caratteristiche territoriali simili. I due paesi condividono servizi, iniziative e problematiche comuni, a partire dalla crescente difficoltà dei piccoli enti a reperire personale e risorse.

Dallo studio di fattibilità infatti è emerso un quadro favorevole che vede nell’unione un’opportunità per rafforzare la macchina comunale e accedere ai contributi previsti per i nuovi enti.

Il nuovo nome

Il primo passo in questa direzione è stata la scelta, fatta alcuni mesi fa, da parte dei cittadini del nome del futuro Comune: Atesia. Ora il percorso entra nella fase finale. Dovranno arrivare il parere degli organismi competenti e su successivo passaggio in Commissione, che dovrebbe consentire di fissare ufficialmente la data del referendum.

In caso di vittoria del sì, il nuovo Comune potrebbe nascere nel 2027, dopo una fase di accompagnamento e commissariamento prevista dalla normativa.

Nel frattempo però non è mancato il dibattito con alcuni amministratori del passato. Nei due paesi sono emerse posizioni favorevoli e anche contrarie, ma Fusaro sottolinea un dato che considera significativo: «Quando i consigli comunali hanno approvato le proposte, chiunque poteva presentare osservazioni formali nei tempi previsti. Eppure non è arrivata alcuna osservazione ufficiale. È giusto che ci siano opinioni diverse, ma invitiamo tutti a informarsi e a valutare il progetto sulla base di dati veritieri».

Durante l’estate sono previsti nuovi incontri pubblici per approfondire il tema e rispondere ai dubbi dei cittadini: «Non bisogna avere paura del cambiamento», concludono Fusaro e Businarolo. «Chiediamo alle persone di informarsi da fonti certe, partecipare agli incontri e fare una scelta consapevole. A ottobre saranno i cittadini a decidere quale futuro dare a questo territorio».

 

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