Atmosfera & sound, questo Liga è un amico

Criniera rock e camicia a quadri: solo applausi al Geox
Luciano Ligabue «acustico» l’altra sera al Geox di Padova
Luciano Ligabue «acustico» l’altra sera al Geox di Padova
 PADOVA.
Camicia in flanella a quadroni, criniera rock, stivali: è lui, il Liga. Al Geox di Padova è stato come il pesce della copertina del suo ultimo album (uscito l'11 maggio, è il disco più venduto in Italia nel 2010): grande.  Ligabue compagno di merende, professore di volteggio, seduto su un divanetto a tre posti in un concerto «quasi acustico, 95 per cento acustica e 5 per cento elettronica» (come scrive il rocker su www.ligachannel.com) che ha incantato 2.800 fortunate teste. Enorme la capacità di interagire con il pubblico, centratissimo l'obiettivo di creare un'atmosfera più intima rispetto al concerto all'Euganeo dell'estate scorsa.  Due ore e un quarto di musica, niente maxi schermi, solo qualche gioco di luce. Con lui Luciano Luisi (tastiere), Micheal Urbano (chitarra), Kaveh Rastegar (basso e contrabbasso), Mel Previte (chitarra e mandolino). Quattro anche gli strumenti sfiorati dal cantante di Correggio: chitarra classica, acustica, mandolino e fisarmonica.  Si comincia con «Figlio d'un cane», poi la presentazione: «Ciao sono Luciano Riccardo Ligabue, (applausone per il secondo nome, ai più sconosciuto). Non sono nato in una capanna, ma in un appartamento in via S. Maria, l'asinello non ci stava, figuriamoci il bue, appena ha letto il nome sul campanello. Cantare è un Atto di fede».  E urla tutto il teatro. «Sei un figo» arriva da destra: le donne lo trovano sexy. Ventidue le canzoni proposte, sette delle quali del nuovo album.  Il Liga è un amico, sembra di stare al bar, è come occupare i due posti liberi al suo fianco. Tutti in piedi con «Sulla mia strada». Poi le hit «Ho perso le parole», «Certe notti», «Tra palco e realtà».  «Gli accordi sono i colori della nostra tavolozza - spiega il Liga prof - Il La maggiore è solare, mentre il La minore racconta dolore».  Si chiude con Tacabanda e un augurio: «Finire la serata sotto le lenzuola». Grande Liga. (m.ran.)

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