Attese infinite degli autobus con l’orario estivo

Passeggeri costretti a restare sotto il sole anche 40 minuti «Entra in vigore troppo presto». Critici anche i sindacati
Di Felice Paduano
MALAGOLI - INTERVISTE IN STAZIONE PER NUOVO ORARIO BUS.
MALAGOLI - INTERVISTE IN STAZIONE PER NUOVO ORARIO BUS.

Ogni anno è la stessa musica, nonostante le proteste. Per tutto il mese di giugno, dal giorno in cui è entrato in vigore il nuovo orario estivo, i bus passano con il contagocce. E anche il tram transita con meno frequenze: non più ogni otto, ma ogni dieci minuti. E alla domenica il serpentone blu, specialmente di mattina, si fa vedere ancora di meno. Gli effetti pratici del nuovo orario estivo, che resterà in vigore sino al 9 settembre, sono sotto gli occhi di tutti. Gli utenti, compresi i pendolari che pagano sempre l’abbonamento in anticipo, rischiano di prendere un’insolazione nelle interminabili attese, specie alle fermate dove mancano panchine e tettoie. Passeggeri incavolati, dunque, stanchi di vedere, ogni estate, un orario sempre più ridotto, criticato anche dai sindacati della categoria e da quasi tutti gli autisti. I disagi più pesanti sono quelli che devono sopportare gli utenti che utilizzano le linee periferiche, tra cui quelle che portano a San Carlo (numeri 16 e 24), ad Altichiero e a Terranegra (6 e 13), a San Bellino e a Camin (7 e 15), dove le attese arrivano anche a 40 minuti. Ieri pomeriggio è stato sufficiente fare un giro in piazzale Stazione per verificare da vicino i disagi dei passeggeri. «Per pochi secondi ho perso il 3 diretto a Salboro» osserva la studentessa Andrea Nicastro «Mi toccherà aspettare il prossimo, che partirà tra circa mezzora. Non è giusto diradare le partenze già a giugno quando nessuno è ancora partito per le vacanze».

Duri anche i commenti di Ciano Zuante e Paolo Loreggian. «Sto aspettando il nuovo Diretto Centro» spiega il primo «Adesso, nei giorni feriali, passa ogni venti minuti e non più ogni dieci. Alla domenica resta in deposito. Il percorso, poi, è stato modificato contro i nostri bisogni quotidiani. In via Rismondo, nelle case popolari, ci sono 45 nuclei familiari. Gli abbonati sono tanti. Il servizio va migliorato in tempi brevi». Loreggian, invece, parla dei disagi che vivono i cittadini di Vigodarzere capoluogo e della frazione Saletto. «Il tram ha mantenuto una frequenza, tutto sommato, accettabile. Ma non è giusto che il 19 (la navetta che collega il capolinea nord del tram a Vigodarzere) non circoli nè alla sera, né alla domenica. È una vergogna. Un paese intero, più le frazioni di Tavo e Saletto, isolato in tutti i giorni festivi».

Un giudizio costruttivo, invece, arriva da Marco Schiesaro, contitolare di un negozio in via del Santo. «Da un lato è giusto, in estate, diradare le corse anche per dare la possibilità ad Aps Holding di mandare in ferie gli autisti. Dall’altro, però, l’orario estivo non dovrebbe cominciare il 10 giugno». D’accordo con gli utenti anche i sindacati. «Ogni anno è sempre la stessa storia», dice Paolo Tollio, della segreteria regionale della Filt-Cgil «Gli effetti negativi si notano, anche nei giorni feriali, sulle linee più battute, ossia il 10 (stazione-Chiesanuova), 12 (Ferrovia-Selvazzano),18 (Sacra Famiglia-Ponte di Brenta) e 22 (Mandria-Arcella-Torre)».

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova