Bacino Termale Euganeo, scontro su premio di risultato e stipendi: «Persi 1.600 euro l’anno»

Nel Bacino Termale Euganeo Ugl denuncia una perdita di 1.600 euro lordi annui per i lavoratori del comparto termo-alberghiero e chiede di riaprire il tavolo sul contratto di secondo livello

Federico Franchin
Bacino Termale Euganeo
Bacino Termale Euganeo

Nel Bacino Termale Euganeo torna con forza al centro del confronto la questione del premio di risultato e, più in generale, delle retribuzioni nel comparto termo-alberghiero. «Negli ultimi anni i lavoratori hanno perso complessivamente circa 1.600 euro lordi annui» denunciano Andrea Peruzzo e Franco Penello, rappresentanti di Ugl Terziario Bacino Euganeo, rilanciando la richiesta di riaprire il tavolo sul contratto di secondo livello.

I sindacalisti spiegano: «Abbiamo formalmente sollecitato Federalberghi e Unindustria ad avviare un confronto territoriale, fondamentale per recuperare margini economici a favore dei lavoratori e ridare attrattività al settore». Secondo Ugl la situazione si trascina da troppo tempo: «Da oltre quattordici anni assistiamo a un progressivo impoverimento delle retribuzioni nel comparto termale» affermano Peruzzo e Penello, «parliamo di una condizione che coinvolge in modo diffuso il personale, sia stagionale sia stabile».

Nel dettaglio, il sindacato elenca le principali voci che hanno inciso sulle buste paga: «Alle nuove maestranze è stato tolto il terzo elemento, pari a circa 100 euro mensili, la maggiorazione delle festività è stata ridotta dal 48% al 20%, è stato eliminato il premio di anzianità da 42 euro e non viene più riconosciuto il premio di risultato pieno, pari a circa 450 euro annui» spiegano, «una somma di interventi che porta a un negativo di circa 1.600 euro lordi annui per lavoratore». Il nodo è la cosiddetta contrattazione di secondo livello. Si tratta dell’accordo integrativo aziendale o territoriale che si aggiunge al contratto nazionale e che può introdurre premi di risultato, welfare aziendale e ulteriori integrazioni salariali legate all’andamento delle imprese o del territorio. Senza questo passaggio molte voci economiche restano limitate o non pienamente applicabili. Un esempio concreto riguarda il Ccnl Turismo rinnovato nel 2024. «Il contratto nazionale prevede un premio di risultato di 222 euro al quarto livello solo in presenza di un accordo integrativo» ricordano Peruzzo e Penello, «in assenza di accordo è previsto un importo sostitutivo di soli 140 euro, peraltro erogato con la mensilità di novembre 2027, cifra che non consente alcun reale recupero del potere d’acquisto».

La risposta di Federalberghi, per voce del direttore Marco Gottardo, è improntata alla cautela: «Siamo disponibili al dialogo e a valutare qualsiasi soluzione che possa migliorare l’attrattività del settore verso i lavoratori e le loro condizioni economiche e di conciliazione vita lavoro» afferma, «tuttavia chiedere con una lettera di aprire un tavolo contrattuale di secondo livello è cosa diversa: servono una serie di passaggi anche formali che ad oggi non risultano ancora stati completati».

Gottardo sottolinea altri aspetti: «Va rimarcato che l’assenza di un accordo territoriale non preclude alle singole aziende di erogare premialità economiche o integrazioni salariali aggiuntive alla paga base. Attualmente il numero di tavoli aperti ufficialmente per sottoscrivere accordi territoriali di secondo livello, sia a livello nazionale sia regionale nel turismo, è molto limitato. Sulle 16 destinazioni turistiche del Veneto» evidenzia ancora, «non risultano tavoli ufficiali aperti».

Il confronto resta quindi in una fase di stallo. «Continuare a procrastinare questi temi fa correre il concreto pericolo di non affrontarli mai» avvertono Peruzzo e Penello, chiedendo di riaprire il dialogo dopo anni di attesa. Federalberghi mantiene una linea prudente, mentre i lavoratori del Bacino Termale Euganeo restano in attesa di sviluppi concreti sul fronte salariale e del riconoscimento economico della loro professionalità. —

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