Balli scatenati sul bancone del Pedrocchi

PADOVA. «Non volevo essere semplicemente un mondano, volevo diventare il re dei mondani». Mancava solo Jep Gambardella, il protagonista del film premio Oscar “La grande bellezza”, poi la scena sarebbe stata completa. Musica a tutto volume, flûte grondanti bollicine, abiti di gran gala e ragazze che ballano sui tavoli.
Solo che anziché su una terrazza romana l’ambientazione era lo storico Caffè Pedrocchi, “Stabilimento” jappelliano, tra i simboli della città. E anziché ballare su un qualsiasi tavolo, Nicoletta Zennaro, segretaria di F&de Group (la società che ha in gestione il Pedrocchi), è salita sul bancone scanalato in marmo, nella parte storica del Caffè.
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Una serata un po’ cafonal, venerdì sera, per festeggiare il suo compleanno. Una festa frequentata dalla Padova mondana, appunto. Tanti giovani, ma anche affermati professionisti come l’ex parlamentare Filippo Ascierto, oggi tra i “lealisti” che sostengono la campagna elettorale dell’ex sindaco Massimo Bitonci.
Volti sorridenti che nell’era della condivisione fanno il giro dei social network. In particolare un video che cellulare su cellulare, whatsapp dopo whatsapp, ieri ha raggiunto molti padovani.
Pochi secondi sulle note di una canzone dei Lunapop in cui la giovane, poggiate le scarpe con i tacchi poco lontano, è salita sul piano del bancone, protetto da una tovaglia.
Molti hanno sorriso, cercando di individuare amici e conoscenti, come si fa sfogliando una fotogallery su Dagospia. A qualcuno però quelle immagini sono andate di traverso.
Già perché lo storico caffè, inaugurato nel 1831, è stato donato con un lascito testamentaria da Antonio Pedrocchi ai padovani. Il proprietario infatti è il Comune di Padova che, attraverso un bando pubblico, ne affida la gestione. E dal gennaio 2014 ad occuparsi dello “Stabilimento” è la società milanese F&de Gruop, che gestisce una trentina tra ristoranti e locali in tutta Italia.
Appare ovvio però che il Pedrocchi non è un locale qualsiasi. Anzi tra gli obblighi del concessionario c’è anche una parte di tutela e valorizzazione delle storiche sale di cui parla Stendhal in un brano de “La certosa di Parma”.
Quella di venerdì sera dunque è una situazione da cui per primo lo stesso gestore ha voluto prendere le distanze: «Quanto è accaduto è una leggerezza ed un errore per il quale ci scusiamo sinceramente con la città di Padova», è il commento di Ermes Fornasier, presidente di F&de Group. «Un comportamento inappropriato, tenuto da una nostra dipendente che è stata immediatamente richiamata e che non è in linea con la filosofia che guida da sempre la nostra gestione dello storico Caffè».
c.malfitano@mattinopadova.it
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