Bancarotta milionaria Caccaro condannato

SANTA GIUSTINA IN COLLE. Quattro anni e 6 mesi per una bancarotta milionaria, oltre al pagamento delle spese di custodia cautelare e all’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici. È la pena alla quale è stato condannato l’imprenditore Franco Caccaro, 54 anni di Santa Giustina in Colle, già amministratore delegato dell’azienda Tpa Trituratori spa dal 2001 al 2009, anno che segna il fallimento tra una voragine di debiti (20 milioni) e una marea di lavoratori rimasti disoccupati, 65 persone. Caccaro è stato condannato solo per alcuni capi d’imputazione, per altri è stato assolto e per altri ancora è stato sancito il non doversi procedere per intervenuta prescrizione. La sentenza è quella relativa al crac di Tpa Trituratori spa di Santa Giustina in Colle, produttrice d'impianti per la triturazione dei rifiuti. È stato condannato a 3 anni pure Cipriano Chianese, avvocato campano considerato il re delle ecomafie e l’ideatore di molti traffici nel settore dello smaltimento dei rifiuti legati ai casalesi. Assolto per non aver commesso il fatto Luca Saviolo, 49 anni di Padova, ex dipendente. Per quanto riguarda la posizione della quarta imputata, Nicoletta Zuanon, 51 anni, moglie di Caccaro, il giudice ha dichiarato il reato estinto, visto che nel frattempo è morta.
Nel giugno 2012 erano scattate le manette per i coniugi Caccaro accusati di concorso in bancarotta fraudolenta aggravata per 5.831.502 euro (tra il 2001 e il 2009 avrebbero distratto soldi e beni dall'azienda), falso in bilancio per una serie di operazioni fittizie architettate come vendite di fatto mai avvenute, dichiarazione fraudolenta per aver evaso l'Iva ed emissione di fatture per operazioni inesistenti per 9 milioni e 732 mila euro; infine (Caccaro) ricettazione (di 1857 paia di occhiali firmati) e (in concorso con Saviolo) furto di un macchinario. Solo Caccaro con Chianese dovevano rispondere di bancarotta per 3 milioni di euro che - è l'accusa - sarebbero serviti a ricapitalizzare la società con l'obiettivo di avere mano libera nella mala gestione. La difesa. L’avvocato Diego Bonavina jr (legale di Caccaro) aveva fornito una spiegazione per ogni bancarotta contestata. E il ruolo di Chianese? Quest'ultimo aveva concesso un prestito di 3 milioni a Caccaro per risollevare la società dopo l’addio di due ex soci. Come detto molte accuse son cadute.
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