Rissa con il trapper, pregiudicati tra i clienti: chiuso per 30 giorni il bar Il Coccodrillo a Padova

La decisione del questore per il locale in via Euganea dopo numerosi interventi delle forze dell’ordine, segnalazioni dei residenti ed episodi pericolosi per la sicurezza. A gennaio la rissa tra numerosi avventori e lavoratori del bar, coinvolto anche Baby Touché

La chiusura del bar Il Coccodrillo da parte della polizia
La chiusura del bar Il Coccodrillo da parte della polizia

Sospesa per 30 giorni la licenza del bar Il Coccodrillo di via Euganea a Padova, dopo numerosi episodi di violenza, risse e criticità legate all’ordine pubblico.

Il provvedimento è stato eseguito nella serata di mercoledì 12 maggio, alle 19.30, dai poliziotti della Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza della Questura di Padova insieme agli agenti della Squadra Volanti. La misura, disposta dal Questore di Padova Marco Odorisio ai sensi dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, prevede la sospensione della licenza per 30 giorni.

Alla base della decisione vi sono numerosi interventi delle forze dell’ordine, segnalazioni dei residenti ed episodi considerati pericolosi per la sicurezza pubblica. Secondo quanto emerso dall’attività istruttoria svolta dalla Questura, il locale era abitualmente frequentato da persone con precedenti per reati contro la persona, il patrimonio, in materia di armi e droga.

Tra gli episodi ricostruiti figura una violenta rissa avvenuta nella notte dell’11 gennaio, quando all’interno del locale era scoppiata una lite tra dipendenti e clienti, degenerata successivamente in uno scontro tra gruppi contrapposti nonostante un primo intervento delle forze di polizia. Alla rissa avevano preso parte numerosi avventori e lavoratori del bar, oltre al trapper Baby Touché, molti dei quali in evidente stato di alterazione alcolica.

Durante gli scontri erano stati lanciati anche oggetti pericolosi, tra cui una bombola di protossido di azoto scagliata contro la vetrata del locale, andata in frantumi. Nelle immediate vicinanze del bar, quella stessa notte, gli agenti avevano inoltre trovato un involucro contenente circa 20 grammi di marijuana, presumibilmente abbandonato all’arrivo della polizia.

Nel corso delle successive verifiche è inoltre emerso che un cittadino albanese, frequentatore abituale del locale e già noto alle forze dell’ordine per reati legati ad associazione a delinquere, droga e armi, era stato arrestato dalla Squadra Mobile nell’ambito di un’indagine antidroga. Lo stesso era stato poi nuovamente arrestato per la detenzione di una pistola semiautomatica risultata rubata.

Ulteriori criticità sono state rilevate durante i controlli amministrativi. Nella notte del 1 febbraio, alle 3.30, i poliziotti hanno accertato che nel locale venivano ancora somministrate bevande alcoliche oltre l’orario consentito dalla normativa. In quell’occasione era stata identificata una donna appena servita con un drink alcolico.

Più recente invece il controllo effettuato nella notte del 6 maggio, alle 4 del mattino, durante il quale le Volanti hanno identificato tra gli avventori diverse persone con precedenti penali e di polizia.

Secondo la Questura, il locale aveva progressivamente assunto le caratteristiche di un punto di ritrovo abituale per persone socialmente pericolose, contribuendo a creare una situazione di degrado segnalata più volte anche dai residenti della zona, che lamentavano schiamazzi, danneggiamenti e presunte attività illecite.

Alla luce degli elementi raccolti, il Questore ha quindi disposto la chiusura temporanea dell’esercizio e la sospensione della licenza di somministrazione di alimenti e bevande per 30 giorni, ritenendo necessario interrompere una situazione considerata concreta fonte di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica.

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