Padova, rissa al Coccodrillo: «Noi presi a pugni, hanno sfondato il vetro con una bombola»
Sabato notte agitato al bar di via Euganea, gestito da Mattia Coppo. «Erano tre ragazzi, arrivati con l’unico l’intento di creare scompiglio»

Spintoni, pugni, urla e una vetrata che crolla in frantumi dopo il lancio di una bombola di ferro, secondo il titolare di quelle usate per gonfiare i palloncini ad elio. È la maxi-rissa che è andata in scena sabato notte al bar Il Coccodrillo di via Euganea. Sul posto, chiamate dal proprietario del locale, sono arrivate anche due Volanti della polizia, ma purtroppo chi aveva creato il caos era già fuggito.
«Sarà stata l’1.45 di notte, massimo le 2, quando nel bar sono entrati due ragazzi, tra i 25 anni e i 35 anni», racconta Mattia Coppo, il titolare del locale di via Euganea. «Non li avevo mai visti prima d’ora, ma una cosa è parsa chiara fin da subito. Sono entrati con il chiaro intento di creare scompiglio».
I due infatti non appena hanno fatto il loro ingresso nel locale avrebbero iniziato a spintonare i dipendenti del bar e a rivolgersi con toni bruschi e offensivi. «I clienti hanno preso le difese dei ragazzi che lavorano qui e come succede in questi casi una parola tira l’altra. E così io e i miei ragazzi ci siamo presi più di qualche pugno in faccia».
Mentre in pochi secondi all’interno del bar andava in scena il caos, un terzo ragazzo «mi sembrava più giovane degli altri due», dice il titolare, dalla strada ha sfondato la vetrata del locale.
«L’ha fatto con una bombola in ghisa di quelle che contengono l’elio per i palloncini e che alcuni giovani ultimamente utilizzano anche per stordirsi», spiega Coppo, che nel frattempo insieme agli altri baristi è riuscito a fare uscire dal locale i primi due.
«Non ho potuto far altro che chiamare la polizia, che dopo un po’ è intervenuta», continua il titolare. Purtroppo però all’arrivo delle due volanti i tre giovani che si erano resi responsabili del tafferuglio si erano già allontanati.
«Ho parlato con gli agenti e ho spiegato l’accaduto. Non mi era mai capitata una cosa del genere prima d’ora e spero non succeda mai più», spiega Mattia Coppo, che ora si trova a fare i conti con i danni.
«Al valore economico della vetrata che onestamente non so ancora quale sia, si somma il disagio di dover tener chiuso stasera (sabato, 10 ndr) e forse qualche altro giorno. Oltre ad essere pericolosa perché si potrebbero staccare parti del vetro, entra il freddo e il locale non si riesce a riscaldare».
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