Barbecue demoliti alla Fiorine, il popolo della grigliata si divide a metà

L’abbattimento delle postazioni sulla piana delle Fiorine a Teolo infiamma il dibattito e raccoglie pareri contrastanti: boom di commenti nella nostra pagina social

Nicola Cesaro
Un barbecue alla Fiorine: Comune di Teolo e Provincia hanno deciso di abbattere le postazioni
Un barbecue alla Fiorine: Comune di Teolo e Provincia hanno deciso di abbattere le postazioni

 

Si può dire, senza timore di essere smentiti, che la scelta ha creato dibattito. E che se fossimo a un match di calcio, probabilmente se ne uscirebbe con un pareggio.

La decisione di Provincia e Comune di Teolo di abbattere i quattro barbecue sulla piana delle Fiorine ha fatto discutere non poco, e termometro del confronto è anche la pagina Facebook de il mattino di Padova che ha pubblicato giovedì 9 aprile l’articolo dedicato alla demolizione. Mille e più commenti in mezza giornata, ancor più like e quasi duecento condivisioni. E, come si è detto in premessa, i tanti commenti ostili al drastico colpo di ruspa sono stati quasi pareggiati dagli altrettanti «fatto bene, era ora!».

L’abbattimento delle postazioni fisse

La necessità di abbattere le quattro postazioni fisse (ma anche di togliere panchine e tavoli) è legata a quella di garantire il decoro all’area verde, tra il Monte Grande e il Monta Madonna. L’assalto di Pasquetta ha lasciato un’ondata di sporcizia notevole, e – a detta del sindaco Valentino Turetta – proprio l’uso dei fuochi ha creato non pochi rischi.

Il dibattito

«È sempre facile togliere a tutti, per non perseguitare qualcuno. Solite cose all’italiana», commenta tra i tanti Enrico Candeo. Come lui la pensa Maria Grazia Padovan: «Mi sembrava un buon posto per le famiglie, per i bimbi e i ragazzini. Se c’erano dei maleducati, si potevano multare». «In montagna ci sono postazioni fisse da secoli e nessuno si è mai lamentato», le fa eco Francesca Olivia Berta, mentre Paolo Gioso è decisamente più irritato: «Allora recintate tutto e mettete il divieto alla gente di andare nei colli, e così rovinate quel poco che è rimasto per stare in mezzo alla natura».

C’è chi confida che l’azione costi il posto al sindaco, chi lo avvicina al compianto sceriffo Giancarlo Gentilini (vi ricordate le panchine tolte a Treviso?), chi ne fa una questione razziale, chi lo vede un intervento pensato per favorire i ristoratori locali.

Davide Rappo parla di sicurezza, ma stravolgendo la visione del Comune: «Se prima era possibile fare queste grigliate in un ambiente controllato, ora che li avete demoliti, per dispetto, le persone se ne andranno nei boschi ad accendere fuochi e a farsi le grigliate, cosi sono più isolati e tranquilli, aumentando in maniera drammatica il rischio di incendio».

Ma non tutti la pensano così. Spiega Daniela Bompan: «Perfettamente d’accordo. Troppo pericoloso considerata l’inciviltà dilagante: un bel panino o un’insalata mangiati sul prato sono ugualmente buoni».

E non, la linea dura delle multe è vista da tutti come soluzione alternativa: «Per tutti coloro che dicono “bastava multare”, “basta mettere i cartelli”, “basta mettere telecamere”. Purtroppo non basta», spiega Melissa Barraza Perez. «Ogni fine settimana è una guerra al traffico. Nelle festività primaverili ci si ritrova circondati da incivili che lasciano sporcizia e non hanno alcun senso del rispetto. Quindi ottima soluzione».

E Livia Marcolini minimizza: «Non hanno vietato di andare sul prato. Si fa come facevano una volta in tanti. Si porta il pranzo da casa, un plaid per sedersi e appoggiare i piatti. Due fette di pane con qualche cosa non bastano?».

Vuoi mettere una salsiccia ai ferri, diranno in molti! —

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova