Tra ristoranti e negozi, Bangladesh e Pakistan conquistano le vetrine della prima Arcella

Negli ultimi mesi molte le nuove attività nell’area. Tarzia: «Un piano del commercio, altrimenti apriamo un consolato bengalese»

Felice Paduano
Trattoria simbolo della città. L’ex Dazio ha cambiato insegna
Trattoria simbolo della città. L’ex Dazio ha cambiato insegna

 

Dopo la Chinatown, nella prima Arcella è arrivata anche la “Banglatown”. Negli ultimi mesi hanno aperto numerosi negozi e locali gestiti da cittadini bengalesi, pachistani, cingalesi e indiani.

L’ultima acquisizione riguarda l’ex trattoria Al Dazio, in via Tiziano Aspetti, quasi di fronte all’ufficio postale. Fino a qualche anno fa il locale era gestito dal napoletano Piero Giordano. Successivamente era stato trasformato in un ristorante di sushi gestito da imprenditori cinesi. Attualmente sono in corso lavori di ristrutturazione e la riapertura è prevista entro poche settimane, con l’utilizzo della spaziosa terrazza che si affaccia su via Bono da Ferrara.

Negli ultimi mesi, sul lato nord di via Aspetti, a pochi metri dal cinema Astra, hanno aperto altre due attività gestite da bengalesi e pachistani: Being Overseas e Digi. Nel primo esercizio trovano spazio anche un Caf e uno studio legale. Quasi di fronte, accanto al negozio di frutta e verdura di Mohamed Helal, ha aperto un nuovo fast food bengalese, gestito dallo stesso imprenditore che, nei locali vicini, conduce uno dei primi fast food etnici aperti all’Arcella.

Un altro negozio di frutta e verdura gestito da cittadini del Bangladesh è stato inaugurato pochi mesi fa sul lato sud della strada, poco prima dell’ufficio postale, nei locali che in precedenza ospitavano un panificio italiano.

Nonostante la crescente presenza della comunità bengalese, in via Aspetti continuano a essere molto presenti anche imprenditori cinesi e nigeriani. Al posto dello storico negozio Intimi Segreti, che aveva chiuso alcuni mesi fa, ha aperto un’altra attività specializzata nella cura di unghie e piedi, gestita da operatori cinesi. In pratica, il vicino centro Nails si è ampliato occupando gli spazi rimasti liberi dopo la chiusura dell’attività precedente.

Continua inoltre l’attività del negozio etnico situato a pochi metri dal bar Vittoria. Ma con un particolare non di poco conto. Gli orari di apertura sarebbero piuttosto variabili: il locale risulta spesso chiuso al mattino e aperto nelle ore serali.

Al momento restano invece abbassate le serrande dell’ex Tuttogelati, attività fondata anni fa da Ermes Pavan e oggi gestita dal figlio Umberto, che ha avviato una società con un pizzaiolo bengalese. Il locale è chiuso da oltre un mese e non sono note le ragioni della sospensione dell’attività.

Sul tema interviene il consigliere comunale di minoranza Luigi Tarzia (Udc): «Da troppo tempo chiediamo all’assessore al commercio e vicesindaco Antonio Bressa di venire in commissione consiliare per discutere un nuovo piano del commercio, sia per il centro cittadino che per la popolosa Arcella. L’obiettivo è tutelare le attività storiche e affrontare il tema della crescente diffusione di esercizi commerciali etnici, particolarmente evidente in corso del Popolo, piazza De Gasperi, piazzale Stazione, via Jacopo Avanzo e via Tiziano Aspetti».

Tarzia conclude con una provocazione: «Nessuno di noi è razzista, ma a tutto c’è un limite. Altrimenti, di questo passo, si potrebbe arrivare ad aprire in prima Arcella persino un consolato bengalese».

 

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