Terme Euganee, oltre 2mila lavoratori senza Fondo Integrativo: «Pagano i contributi ma restano senza tutele»

Nel bacino termale euganeo ogni anno vengono versati milioni per il Fondo di integrazione salariale, ma i dipendenti a tempo indeterminato restano esclusi nei periodi di chiusura degli hotel

Federico Franchin
Terme Euganee
Terme Euganee

 

Ogni mese circa 200 mila euro vengono versati dai circa 5.000 lavoratori del bacino termale euganeo e dalle aziende per alimentare il Fondo di integrazione salariale (Fis) e l’Ente bilaterale. Una cifra importante che, nell’arco di un anno, supera i 2,8 milioni di euro.

Eppure, quando gli alberghi chiudono per la stagionalità, per lavori di ristrutturazione o per altri periodi di sospensione dell’attività, circa 2.000 dipendenti con contratto a tempo indeterminato non possono beneficiare del Fis, pur continuando a finanziarlo ogni mese con le trattenute in busta paga e con i contributi versati dalle aziende. Tutti, indipendentemente dal tipo di contratto, versano i contributi destinati al Fis. Tuttavia, il problema interessa i lavoratori a tempo indeterminato, che nei periodi in cui gli alberghi sospendono l’attività si ritrovano senza stipendio e senza poter accedere all’integrazione salariale che, almeno sulla carta, dovrebbe intervenire proprio in queste situazioni.

Diversa è invece la condizione dei lavoratori con contratto a tempo determinato. Quando termina il rapporto di lavoro a causa della chiusura dell’albergo o della conclusione della stagione, possono accedere alla Naspi, ricevendo così un sostegno economico. Chi è assunto a tempo indeterminato, invece, resta in una sorta di limbo: continua a essere dipendente dell’azienda, ma durante la sospensione dell’attività non percepisce né lo stipendio né il Fis. Su questa situazione si sta cercando di trovare una soluzione attraverso un tavolo di confronto che coinvolge sindacati, Federalberghi, Ministero del lavoro e Inps.

L’obiettivo è individuare un percorso che permetta di riattivare l’erogazione del Fis, senza dover necessariamente modificare la normativa. Se questa strada fosse percorribile, i tempi potrebbero essere molto più rapidi rispetto a un intervento legislativo. Andrea Peruzzo, dell’Ugl Terziario del bacino termale euganeo, evidenzia come il problema si trascini ormai da anni: «I lavoratori del turismo, compresi quelli del bacino termale euganeo, continuano a versare la loro quota per il Fis insieme alle aziende senza poter usufruire della prestazione. Dal 2022 si è aggiunta anche la contribuzione per la Cigs, aumentando ulteriormente le trattenute in busta paga. Oggi i lavoratori versano contributi per Ente bilaterale, Naspi, Fis e Cigs, ma chi è assunto a tempo indeterminato e viene sospeso nei periodi di riduzione dell’attività continua a non ricevere alcun sostegno economico».

Peruzzo ricorda inoltre che, durante un incontro in Regione Veneto alla presenza anche di Marco Gottardo di Federalberghi, era stata annunciata una successiva convocazione dopo un confronto con il presidente della Commissione lavoro della Camera, Walter Rizzetto. «Ci era stato detto che saremmo stati ricontattati a breve, ma a oggi non è arrivata alcuna convocazione», lamenta il sindacalista.

 

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