Benzina verso i 2 euro al litro, la rabbia dei benzinai padovani: «Serve un taglio delle accise»
Il caro carburanti mette in difficoltà non solo gli automobilisti, ma anche i gestori delle stazioni di servizio. Calo dei rifornimenti e margini sempre più ridotti: «Siamo nella tempesta perfetta, il Governo intervenga sulle accise»

Sfiorare i 2 euro al litro per la benzina – e probabilmente presto anche superarli – non pesa soltanto sulle tasche degli automobilisti. A lanciare l’allarme sono anche i gestori degli impianti di rifornimento della provincia euganea, che denunciano una situazione economica sempre più difficile e chiedono un intervento sulle accise. Il caro carburanti, infatti, non si traduce automaticamente in maggiori guadagni per chi lavora nelle stazioni di servizio.
Al contrario, con prezzi sempre più elevati molti automobilisti riducono i rifornimenti, rinviano gli spostamenti non indispensabili oppure scelgono di fare il pieno all’estero. Una tendenza che si riflette sui volumi di vendita e mette sotto pressione un comparto che da tempo opera con margini molto contenuti.
La tempesta perfetta
«Siamo di fronte alla tempesta perfetta», sintetizza il segretario provinciale della Figisc Confcommercio, Massimo Paggetta. Un’espressione che descrive la concomitanza di più fattori negativi: il rincaro del greggio, tornato sopra i 100 dollari al barile, le tensioni internazionali che continuano a pesare sui mercati energetici e la fine dello sconto sulle accise, decisa nelle scorse settimane dal governo nella prospettiva di un allentamento della crisi geopolitica che, però, non si è concretizzato.
Nemmeno il periodo estivo riesce a compensare il calo delle vendite. Se da un lato aumentano gli spostamenti per le vacanze, dall’altro molti padovani lasciano la città riducendo il numero dei rifornimenti negli impianti del territorio. Per i gestori il risultato è un ulteriore calo degli incassi proprio in una stagione che rappresenta uno dei momenti più importanti dell’anno. I gestori, sottolinea la categoria, si trovano così stretti tra costi in aumento e margini sempre più ridotti. A questo si aggiunge un equivoco che, secondo Figisc, continua a penalizzare l’immagine dei benzinai: il prezzo alla pompa viene deciso dalle compagnie petrolifere e non dai singoli esercenti, che hanno l’obbligo di applicarlo.
Un eventuale mancato rispetto delle indicazioni potrebbe comportare perfino la perdita della concessione.
La richiesta d’intervento
Per questo la richiesta rivolta al Governo è chiara: intervenire nuovamente sulle accise per alleggerire il prezzo finale e avvicinare il costo dei carburanti italiani a quello di altri Paesi europei. Secondo Paggetta, il divario con alcuni Paesi confinanti resta significativo e penalizza sia gli automobilisti sia l’intera filiera della distribuzione. Il segretario ricorda inoltre che gli impianti svolgono un servizio pubblico e non possono decidere liberamente di chiudere durante l’estate per contenere i costi. «Non possiamo continuare così», avverte, ribadendo che senza un intervento fiscale rapido la situazione è destinata a peggiorare.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








