Bistrot Casada Veneta a Padova abbassa le serrande
Chiuso il locale di via Roma, sul Liston, che un tempo era il Caffè Veneto. E’ l’ennesima vittima della crisi che sta colpendo anche in centro il settore dei bar

Altre tre vetrine di un locale restano chiuse da oltre un mese nel centro storico di Padova. Si tratta del bar-bistrot Casada Veneta, in via Roma 53, tra l’ottico e il negozio Pampling. Un tempo il locale si chiamava Caffè Veneto ed era gestito dai fratelli Longato, gli stessi che attualmente conducono il Caffè V, accanto alla Chiesa dei Servi, e il bar-ristorante Il Padovano in via Martiri della Libertà, a pochi metri da Largo Europa. In pratica, un altro locale pubblico che non ha retto alla pesante crisi che sta attraversando il settore dei bar, come ha documentato l’Appe, guidata da Federica Luni, nel report presentato nella sede provinciale di via Savelli, alla Stanga, in stretta collaborazione con Fipe/Confcommercio.
Un destino amaro, dovuto ai costi generali di gestione sempre più alti e insostenibili. Nel solo 2025, in tutta la provincia di Padova, queste difficoltà hanno portato alla chiusura di 221 attività, pari a una diminuzione del 2,6%, nonostante il prezzo della tazzina di caffè, in quasi tutti i locali, sia stato portato a 1,30 euro, con punte a 1,50, 1,60 e persino 1,70 euro.
Dal report emerge anche un dato inaspettato: tra città e provincia, un locale su quattro è gestito da immigrati, segno di come la diversità stia diventando un elemento strutturale del commercio locale. Il fenomeno della chiusura dei bar non è solo economico, ma racconta anche una trasformazione sociale e culturale del centro storico.
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