Bitonci dice no alle unioni civili: "Rispetto la legge ma non li celebrerò"

Il primo cittadino leghista contro la nuova legge del governo Renzi: "Il matrimonio è solo per le coppie eterosessuali, perché aperto alla vita"
Two Men Holding Hands (New Zealand) --- Image by © Jason Hosking/Corbis
Two Men Holding Hands (New Zealand) --- Image by © Jason Hosking/Corbis
PADOVA. Chiede l'obiezione di coscienza e annuncia che non celebrerà matrimoni gay. Il primo cittadino leghista Massimo Bitonci giudica negativamente la legge sulle unioni civili: “Rispetto i sentimenti di ciascuno e ritengo che chiunque possa esprimere la propria affettività nelle forme che gli sono congeniali, purché non lesive del diritto degli altri e, soprattutto, dei minori. Credo tuttavia che il matrimonio fra coppie eterosessuali, come sacramento per i cristiani e come contratto per chi cristiano non è, abbia una funzione sociale che va tutelata", spiega. 
 
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Foto dal profilo Facebook della Camera
 
PROMUOVERE LA FAMIGLIA. "Il matrimonio  è aperto alla vita e genera, attraverso i legami familiari e di parentela, un patrimonio di relazioni senza le quali la nostra comunità andrebbe verso la dissoluzione. Lo Stato ha il dovere di sostenere e promuovere la cultura della famiglia e l'esclusività del matrimonio fra coppie eterosessuali. Senza questa cultura e senza il matrimonio, esso stesso non avrebbe alcun futuro, anche dal punto di vista demografico. A meno che qualcuno non contempli il ricorso a tecniche di riproduzione quali l'utero in affitto, che riducono la vita nascente a merce e, peggio, a oggetto di diritto per i genitori, a scapito della sua natura di soggetto di diritto individuale", aggiunge Bitonci.
 
 
LA FIDUCIA ALLA CAMERA. "Il Governo ha imposto la fiducia sul provvedimento in esame alla Camera, di fatto escludendo l'obiezione di coscienza per i parlamentari. Da sindaco, mi riserverò il diritto di obiettare e non celebrerò mai matrimoni fra persone dello stesso sesso. Ho il dovere di servire i cittadini e di promuovere la crescita della comunità padovana, ma non mi sento obbligato ad assecondare le scelte di Renzi che, differentemente da me, non è stato eletto. Eventuali relazioni fra coppie omosessuali possono essere regolarizzate con contratti di natura privatistica. Quella sulle unioni civili è una battaglia ideologica, che, nei fatti, riguarda una porzione minima della popolazione: sul registro anagrafico delle coppie di fatto, inaugurato a Padova dalle precedenti giunte di sinistra, dal 2007 si sono iscritte solo 9 coppie di persone dello stesso sesso”, conclude il primo cittadino.
 
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LA REPLICA DI ARCIGAY. "Il Sindaco Bitonci sembra dimenticare la natura dell'obiezione di coscienza, che non è prevista per le cariche pubbliche, e sembra ignorare la natura del suo ruolo come amministratore di Padova. Bitonci potrà non celebrare le Unioni Civili, ma per quali che siano le sue opinioni sulle nostre vite, non potrà certo impedire che le coppie padovane si uniscano e accedano a quei diritti che stanno aspettando da 30 anni e che ora, e solo in parte, abbiamo raggiunto. In queste ore il nostro Paese sta facendo un primo passo nel dare dignità alle famiglie LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, ndr), non facciamoci rovinare il buon umore", è la replica del presidente di Arcigay Padova Mattia Galdiolo.
 
ZAN (PD): DICHIARAZIONI STRUMENTALI. “Il sindaco di Padova Massimo Bitonci, in una trasmissione tv cui avevamo partecipato insieme qualche tempo fa, si era detto favorevole alle unioni civili. Ora afferma di riservarsi il diritto di obiettare, annunciando che non celebrerà mai matrimoni fra persone dello stesso sesso. Ha improvvisamente ha cambiato idea, oppure le sue sono dichiarazioni meramente strumentali?”. Lo dichiara il deputato Alessandro Zan, che per il Partito Democratico svolgerà la dichiarazione di voto finale sulle unioni civili.
 
IL PD: CAMPAGNA EVERSIVA E BIGOTTA. "Nel giorno storico in cui il parlamento italiano approva le unioni civili, e colma il ritardo che ci divideva dal resto d'Europa, ecco che il nostro sindaco ci spiega come vorrebbe invece tenere Padova ancorata al passato, senza nessuna forma di riconoscimento e tutela per chi non è ascrivibile al suo modello di società naturale. Ogni sindaco dovrebbe essere chiamato in primo luogo a rispettare la legge e applicarla, ma a Padova, invece che dare il buon esempio, Bitonci sfrutta anche questa occasione per alimentare una campagna eversiva e intrisa di bigottismo", è il commento del segretario del Pd Antonio Bressa.  
 
"Dietro alla presunta difesa della famiglia tradizionale, che tutti noi vogliamo contribuire a valorizzare, si cela la volontà di aizzare pregiudizi e diffidenze che la politica dovrebbe aiutare a superare. Altro che sindaco di tutti, ancora una volta Bitonci fa un clamoroso scivolone e mostra il volto peggiore di un populismo leghista che poco a che vedere con la storia e la vocazione della nostra città".
 

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