Chiude Pavan all’Arcella, lo storico negozio di ricambi auto: al suo posto un fruttivendolo

Dopo tanti anni di lotta contro il degrado, ha chiuso il suo negozio e si è trasferito in viale del Lavoro, a Ponte San Nicolò. Il commento: «Non c’era alternativa»

Felice Paduano
Il negozio di ricambi auto Pavan in via Avanzo dietro la stazione
Il negozio di ricambi auto Pavan in via Avanzo dietro la stazione

E anche Corrado Pavan, titolare dal 1989, del negozio di ricambi auto in via Avanzo 23, in Arcella nel dietro stazione, ha gettato la spugna.

Dopo tanti anni di lotta contro il degrado, ha chiuso il suo negozio e si è trasferito in viale del Lavoro, a Ponte San Nicolò. È stato lui stesso ad annunciare che, essendo proprietario dei muri, ha già effettuato un preliminare di vendita con una famiglia di bengalesi, che tra alcune settimane aprirà negli spazi lasciati vuoti un’attività commerciale di frutta e verdura e, probabilmente, anche un’agenzia di viaggi.

Nessuna alternativa

«Ci siamo già informati sui bengalesi che apriranno un nuovo negozio di frutta e verdura (sarebbe l’ennesimo all’Arcella, a poche centinaia di metri da quello aperto 24 ore su 24 in via Toti, ndr)», spiega Pavan, «è una famiglia stimata da tutti i colleghi ed anche dai residenti italiani. D’altronde il quartiere più grande della città, negli ultimi anni è cambiato radicalmente. Oggi sono solo gli stranieri a comprare case e attività commerciali. Non c’è alternativa».

Troppi fruttivendoli

Intanto l’arrivo di un’altra attività commerciale in Prima Arcella, a pochi metri dalla stazione, ha subito provocato la reazione sia dei residenti e sia degli stessi fruttivendoli bengalesi. «Come mai il Comune non ferma il proliferare dei negozi di frutta e verdura in tutta l’Arcella?», dice il popolare Mohamed Helal, con attività in via Aspetti, quasi all’incrocio con il Borgomagno, «ormai siamo troppi. La nostra possibilità di fare affari si restringe sempre di più. Io ho una moglie e due figli a carico. Ce la farò in futuro a mantenere tutta la famiglia?».

Giudizio molto pesante anche da parte del consigliere comunale dell’Udc Luigi Tarzia: «Un’altra chiusura di una storica attività commerciale ed una nuova apertura di un ennesimo negozio di frutta e verdura. Come si fa a concedere l’autorizzazione per aprire una nuova attività commerciale sul fronte di una strada già strapiena di negozi di frutta e verdura?», afferma. Le liberalizzazioni però hanno abolito le autorizzazioni per aprire nuovi negozi.

 

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova