Sgomberato gruppo di nomadi sul Brenta, restano venti cani randagi: «Inseguono i ciclisti»
Dopo lo sgombero di un accampamento abusivo sono stati lasciati circa venti cani che ora vagano liberi lungo i percorsi naturalistici. Ciclisti e pedoni segnalano inseguimenti e momenti di paura

L’area del Brenta tra Tezze e Santa Croce Bigolina torna a far parlare di sé per l’ennesimo episodio che mette a rischio la sicurezza di ciclisti e pedoni. Dopo lo sgombero spontaneo di un accampamento abusivo, circa venti cani sono stati abbandonati e ora vagano liberi lungo i percorsi naturalistici, creando allarme tra i frequentatori abituali della zona.
«Qualche mattina fa sono passato e ho visto i cani che giravano senza padrone», racconta un ciclista. «Un paio mi hanno inseguito per diversi metri, ho dovuto pedalare forte per allontanarmi. È una situazione insostenibile».
I nomadi se ne sono andati lasciando dietro di sé una discarica a cielo aperto: materiale ferroso, biciclette smontate, cavi elettrici e rifiuti di ogni genere. Ma il problema più grave resta quello degli animali abbandonati. L’area, al confine tra le due province e frequentata quotidianamente da numerose persone, è diventata off-limits per molti. «Veniamo qui ogni domenica con i bambini per le passeggiate», dice un padre di famiglia. «Qualche sera un branco ha circondato una signora anziana che passeggiava, per fortuna alcuni ciclisti l’hanno aiutata. Non si può andare avanti così».
Il problema dell’abbandono degli animali si somma a quello ambientale. La montagna di rifiuti lasciata rappresenta un pericolo sanitario e richiederà un intervento di bonifica. «Uso questo percorso da anni per allenarmi», conclude un podista. «Ora devo cambiare strada. È assurdo che non si possa più utilizzare un’area pubblica in sicurezza». La situazione richiede interventi immediati per la cattura e il ricovero degli animali. —
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