BusItalia impone le cravatte: scatta la protesta del sindacato: «Fa troppo caldo»
La circolare interna di BusItalia Veneto richiama autisti e controllori al rispetto del regolamento aziendale: camicia abbottonata, cravatta, giacca e scarpe scure. La Filt Cgil critica la misura nelle giornate più calde: «Si dimenticano temperature elevate e problemi ai condizionatori»

Camicia a maniche corte, cravatta, pantaloni indossati sempre con cintura possibilmente di colore scuro e giacca estiva. Anche le “ calzature devono essere nere o comunque di tonalità scura, sobrie, consone al ruolo ricoperto, non appariscenti né eccessivamente sportive, oltre che adeguate all’attività svolta e conformi alle disposizioni aziendali”.
Questa, in sintesi, la circolare interna in BusItalia Veneto inviata al personale viaggiante (autisti e controllori che fanno parte dell’organico aziendale) il 29 maggio che sta facendo discutere tutti i dipendenti, specie se la temperatura supera i trenta gradi. In pratica un drastico invito a tutti i lavoratori che non rispettano il regolamento interno, emanato nel 2018, che riguarda “tutto il personale del Gruppo Fs e si applica a tutti quelli che svolgono attività a contatto con la clientela”.
Una direttiva che riguarda autisti e controllori che, in particolare nelle giornate più calde, prestano servizio senza giacca, senza cravatta, magari senza cintura, qualche volta con la camicia non abbottonata e con sneakers, in alcuni casi di colori decisamente sgargianti. Nel comunicato aziendale è scritto, “la divisa deve essere indossata in condizioni decorose, perfettamente pulita e stirata. La cravatta e il cachecol (foulard,ndr) devono essere indossati correttamente. La camicia deve essere sempre abbottonata e la giacca correttamente indossata”.
Nel comunicato aziendale c’è anche un altro passaggio che non piace più di tanto ai lavoratori e alle lavoratrici. Sono le ultime righe della circolare dove si consiglia che tutti gli elementi della divisa devono essere indossati senza l’aggiunta di accessori personali “quali, a titolo esemplificativo, spille, fasce, sciarpe, al fine di evitare un’immagine disomogenea”. Nell’ultima riga il personale viene invitato a esporre in modo ben visibile il badge aziendale identificativo. Immediata la risposta del sindacato. «BusItalia, giustamente, pretende l’uso corretto della divisa», osserva Andrea Rizzo, della Filt Cgil.
«Quindi non c’è nulla da dire. Ma l’uso della cravatta dimentica le alte temperature che spesso ci sono per tutta l’estate e anche le problematiche dei condizionatori che ci sono su alcuni bus e tram. L’autista dei bus, poi, riveste una mansione particolare. Deve essere sempre libero di muoversi e sta seduto in un posto che non è mai climatizzato del tutto anche perché deve aprire e chiudere le porte continuamente. L’azienda fa bene a rispettare le regole sull’uso della divisa, ma dovrebbe essere attiva anche quando ci sono i benefit da erogare ai lavoratori che abbiamo richiesto da tempo».
La Cisl, invece, sostiene che si tratta di un legittimo comunicato che i dipendenti sono invitati a rispettare.
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