Cadoneghe, pietre contro i clienti del Princess: uno reagisce e si rompe una costola
La violenza ripresa dalle telecamere e un cellulare: indagano i carabinieri. Il racconto: «Abbiamo provato ad allontanare un pusher, ha chiamato rinforzi e ci hanno aggrediti»

Un brutto quarto d’ora per alcuni clienti del bar Princess di piazzale San Bonaventura a Cadoneghe. Nella notte tra venerdì 1 e sabato 2 maggio il gruppo si è barricato nel locale per sfuggire alla violenta reazione di alcuni stranieri che li hanno attaccati con un lancio di sampietrini. Fra loro c’era Andrea Amistà, referente del canale social Tg Cadoneghe 24, che ha tentato di rincorrere due aggressori.
Ma è finito nel mirino della rappresaglia, quando quegli stessi che seguiva gli hanno lanciato tra le gambe dei monopattini. Nella caduta Amistà ha riportato la frattura della costola. Ne avrà per almeno trenta giorni.

Dopo la mezzanotte
Tutto è successo verso mezzanotte e mezza. «Ero andato al Princess a salutare degli amici con cui andiamo a pesca», racconta Amistà, «quel bar è luogo di ritrovo di tanti giovani della zona, un luogo sano e che vogliamo mantenere tale. Seduti ai tavolini fuori c’erano un ragazzo straniero con una bicicletta Mb verde e una ragazza. Entrambi sui 18, forse 19 anni. Una faccia nuova la noti subito e per chi è un po’ del settore se ne intende. Lui aveva uno zainetto e un telefono sempre in mano. Ogni tanto partiva con la bici e dopo cinque minuti tornava. E ogni volta che tornava andava in bagno. Noi non siamo stupidi», commenta Amistà. Quindi prosegue: «Abbiamo capito che aveva a che fare con lo spaccio. Il bar ha informato chi di dovere del viavai proprio perché qui non tolleriamo l’illegalità».
Così Amistà ha pensato di dare una mano all’amico barista nel liberarlo di quella presenza scomoda. Ed è andato in bagno a consigliare al ragazzo di andarsene. «In maniera calma e tranquilla gli faccio: senti, vai a spacciare da un’altra parte perché qua in piazza è pieno di telecamere e qui stupefacente non ne gira», spiega Amistà, «Quello l’ha presa bene, così mi è parso. Dopo cinque minuti è andato via».
Il lancio dei cubetti di porfido
Sembrava che la situazione fosse tornata alla normalità, ma era la quiete prima della tempesta. «Passano forse dieci minuti e arrivano sei ragazzi, avevano i sampietrini in mano e hanno cominciato a lanciarli verso il bar pieno», racconta ancora Amistà. «Uno ha colpito mio figlio sul braccio. Io mi metto davanti e gli dico: ragazzi ma cosa state facendo? Urlo al barista di chiamare i carabinieri e vedo che due tentano di scappare con i monopattini. Faccio per agguantarli, loro scappano, gli corro dietro e tutto a un tratto mi ritrovo a terra. Me lo hanno spiegato gli amici dopo: mi avevano lanciato i monopattini sulle gambe. Sono andato per terra di sasso, i ragazzi del bar pensavano che mi avessero accoltellato».
Mentre Amistà cercava di riprendersi gli aggressori si sono fatti avanti di nuovo continuando a lanciare i sampietrini verso il bar.
L’accetta
«Io vado di nuovo per fermarli», sbotta Amistà, «e non arriva uno con l’accetta? Quando l’ho visto ho detto a tutti di andare dentro al bar perché la cosa diventava pericolosa. Io ne ho viste tante, ma uno con l’accetta mai».
Amistà ha convinto tutti i clienti, una trentina in tutto, ad andare via o a barricarsi nel bar fino all’arrivo dei carabinieri. In pochi minuti in piazza San Bonaventura sono arrivate quattro pattuglie.
Al loro arrivo gli aggressori si erano già dileguati. Un avventore ha ripreso alcuni aggressori e i carabinieri hanno avviato le indagini. Amistà ha passato la notte all’ospedale e ieri mattina è stato dimesso. «Mi spiace per Andrea», dice Matteo Spolaore, titolare del Princess, «voleva solo aiutarmi».
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