Calcio Padova, Luca Baraldi nuovo braccio destro di Cestaro

PADOVA. Colpo di scena nelle fila societarie del Padova. Marcello Cestaro ha ingaggiato come assistente personale Luca Baraldi, ex amministratore delegato di Lazio e Parma. La notizia non è ufficiale ma è stata confermata dallo stesso Baraldi, dopo esser stata rivelata alle prime ore dell'alba dal sito Stadiotardini.com.
Baraldi, modenese classe 1961, è sbarcato nel mondo del calcio su spinta di Callisto Tanzi che lo convinse a lasciare la Banca Monte di Parma e ad entrare nel Consiglio di Amministrazione del Parma Calcio e della Parmatour. Nel gennaio 2003 diventa Ad della Lazio, svolgendo un ruolo fondamentale per salvare la squadra dal fallimento, salvo dimettersi dopo appena 10 mesi. Rientra in pista nel 2005 a Parma, diventa vicepresidente della Lega di B, assume la presidenza del Modena e si trasferisce a Bologna nel 2009 in qualità di direttore generale prima di dimettersi nel gennaio 2011.
Nel frattempo, sul fronte calcioscommesse, per quanto riguarda l’inchiesta resta l'accusa, ma mancano le prove sufficienti. Non ha fornito nuovi elementi rilevanti, infatti, Cristiano Doni, interrogato ieri pomeriggio a Cremona dal Pm Di Martino, nell'ambito dell'inchiesta Last Bet.
Appurato che Atalanta-Piacenza è stata una sfida “aggiustata”, l'ex capitano della “Dea” ha ribadito di non aver partecipato a nessuna combine per la partita contro il Padova all'Euganeo dello scorso 26 marzo. Nonostante tutto ha ammesso di aver sentito voci, pur senza precisare la fonte, che assicuravano un risultato di parità (poi effettivamente verificatosi con l'uno a uno finale) tra le due squadre.
Tanto basta a Di Martino per continuare a sostenere l'ipotesi di combine, nonostante non siano ancora emersi nomi di giocatori o dirigenti che possano essersi accordati per il pareggio. “E noi abbiamo bisogno di nomi- conferma il pm- non sarà facile, le società non vanno in galera. Per Padova-Atalanta, tuttavia, sono emerse puntate per un totale di 27 milioni di euro e mi sembra una cifra significativa”.
Nel frattempo, molti dei più di 40 nomi fatti da Carlo Gervasoni nell'interrogatorio di martedì 27 dicembre, potrebbero finire a breve nel registro degli indagati. Ma non tutti. “I nuovi indagati sono tanti, ma 40 mi sembrano un po' troppi- conclude De Martino- Ancora non ho avuto tempo di iscrivere nessun altro nel registro, ma lo farò presto”. A rischiare in casa biancoscudata sono Italiano, Ruopolo e Milanetto, tirati in ballo a vario titolo da Gervasoni.
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