Caldo e anziani, ricoveri in aumento: «A luglio ricoveri aumentati del 5 per cento»

Il geriatra Giuseppe Sergi: «Gli anziani non recuperano più tra un’ondata di calore e l’altra». A pesare anche isolamento e difficoltà a usare il condizionatore

Simonetta Zanetti
Anziani e caldo, l’allarme del geriatra: «Il fisico non riesce più a recuperare»
Anziani e caldo, l’allarme del geriatra: «Il fisico non riesce più a recuperare»

 

La goccia che fa traboccare il vaso. Le ondate di caldo di questa estate infinita si abbattono sulla salute di anziani e grandi anziani già fiaccati da una lunga esistenza. Perché, per far saltare equilibri già precari basta veramente poco, una goccia appunto. Lo conferma il professor Giuseppe Sergi direttore dell’Uoc di geriatria dell’Azienda Ospedale Università: «A luglio abbiamo registrato un aumento del 5% dei ricoveri per problemi legati al caldo», conferma, «a questi, tuttavia, si sommano anche una serie di ricoveri di carattere sociale».

Perché, accanto a un tema clinico, ad acuire gli effetti nefasti delle temperature estreme sulle persone di una certa età c’è anche un aspetto socio-economico tutt’altro che trascurabile, avverte lo specialista. Ma andiamo con ordine.

Gli effetti sulla salute

A incidere sull’aumento degli accessi in geriatria, come detto, c’è l’aggravarsi di patologie preesistenti, dall’insufficienza renale a malattie cardiovascolari e respiratorie. «Il problema di queste ondate di calore» spiega il professor Sergi «è sostanzialmente nella durata, che l’anziano non tollera, non avendo la resilienza che ha un fisico più giovane. Più si invecchia, più si accumulano le patologie. Basti pensare che fino a 7-8 anni fa l’età media dei degenti nel nostro reparto era 83 anni, ora è arrivata a 87».

Il caldo uccide gli anziani, a Padova decessi aumentati del 9 per cento
A Padova decessi aumentati a causa del caldo di luglio e agosto

Il concetto di fragilità, si annida proprio tra le pieghe dell’età laddove organi e apparati, pur funzionanti, non hanno più la prestanza di quelli di un giovane. Questo si verifica per una serie di concomitanze, dall’invecchiamento stesso allo stato infiammatorio, passando per l’accumulo di radicali liberi alla difficoltà a eliminare materiale di scarto. «Sia dal punto di vista fisico che mentale, in un anziano entra in gioco la “stancabilità”. Il sistema complessivo funziona anche bene, ma per periodi più limitati e a fronte di stimoli più brevi» spiega il professor Sergi.

Complicazioni legate all’età

Non bastasse, negli anziani il sistema di termoregolazione è alterato: «A una certa età si registra una riduzione delle ghiandole sudoripare», prosegue il geriatra, «per cui si suda meno e, di conseguenza, il fisico fa più fatica a raffreddarsi. A questo si aggiunge una riduzione dell’acqua nell’organismo che a sua volta incide sulla termoregolazione. Ancora, gli anziani sentono molto poco o addirittura per nulla lo stimolo della sete e, al tempo stesso, non avvertono il caldo. Per questo mi capita di ricevere dei pazienti che, malgrado le temperature elevate, indossano anche tre strati di abbigliamento» rivela il professor Sergi, «a fronte di uno scenario così complesso, possiamo dire che fino a quando c’erano delle ondate di calore sporadiche e della durata di una decina di giorni, anche le persone più fragili avevano la possibilità di recuperare, mentre in queste condizioni il fisico non riesce mai a ricaricarsi veramente».

Il fattore socio-economico

Questo è a sua volta uno dei cardini fondamentali di un ingranaggio complesso. «Molte persone mi dicono che non possono permettersi di tenere acceso a lungo il condizionatore per paura delle bollette, altre addirittura non lo accendono perché non ne percepiscono la necessità», rivela il professor Sergi, «a questa situazione di disagio se ne somma una legata a un isolamento sempre più diffuso laddove è fondamentale che un anziano venga controllato. Bisogna assicurarsi che si idrati, non importa che beva acqua - possono anche essere succhi di frutta, spremute o tisane -, preferisca il pane fresco a grissini e cracker, privilegi i formaggi morbidi a quelli stagionati e mangi frutta e verdura, cruda o cotta anche come estratto o passato. La cosa fondamentale è assumere cibo contenente acqua».

Determinante, in questo scenario, è anche la revisione dei farmaci, ad esempio in presenza di diuretici. Ma per assicurarsi che questo avvenga, insiste lo specialista, è necessario che a inizio stagione si rivaluti la terapia farmacologica.

E va assolutamente evitato l’isolamento sociale che in questo periodo dell’anno diventa ancora più pericoloso.

L’allarme

Ecco quindi che in questo scenario si inseriscono i dati ministeriali: «Questo è un monito chiaro» conclude quindi il professor Sergi, «e richiama l’attenzione sul fatto che di caldo si muore. Ecco perché bisogna potenziare la prevenzione. Il dato positivo, che è anche il motivo per cui in Italia non abbiamo avuto i numeri che si sono registrati in altri paesi europei, è che qui i piani di gestione del caldo esistono da tempo e vengono applicati. L’esperienza di questa estate, tuttavia, ci dice che ora vanno potenziati e programmati per tempo gli interventi a tutela degli anziani che sono più a rischio, con una segnalazione capillare e la presa in carico delle diverse condizioni di fragilità».

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova